Sconosciute

Sconosciute
L’autunno è arrivato prima del previsto e l’ha sorpresa mentre è alla ricerca di un lavoro, dopo sei mesi come dattilografa e la prima vacanza della sua vita fuori dai confini della Francia, per la precisione a Torremolinos, nel sud della Spagna. Dove ha incontrato una donna, una certa Mireille Maximoff… Lei è nata ad Annecy, e non ha per niente un buon rapporto con la madre, che oltretutto si è messa con un macellaio dei dintorni. Certo, non quando era ancora sposata col padre: dopo che lui è morto. E lei aveva solamente tre anni… Lei giunge da Londra a Parigi nel mese di gennaio dei suoi diciannove anni, e ripensando tempo dopo a quel periodo la cosa che per prima le balza alla mente è un preciso rumore. Inconfondibile. Un suono di zoccoli…
Ripubblicato a qualche anno di distanza dalla prima edizione italiana per celebrare il Nobel per la Letteratura 2014 conquistato dall’autore, Sconosciute di Patrick Modiano regala ai suoi lettori tre figure femminili di rara potenza, belle, affascinanti. Non sono soltanto e semplicemente credibili - e già questo non è così scontato, visto che chi dà loro vita è con tutta evidenza un uomo, ed è un gran pregio - ma soprattutto intense, pur senza essere enfatiche. Anzi, per così dire, brillano in controluce. Sono più eloquenti tanto più sono le cose che non dicono, che tengono nascoste. In primis i propri nomi. Compiute e ben caratterizzate, le tre donne divengono quasi simboli, incarnano le umane angosce e le terrene speranze, tra solitudine, timore del futuro che anelano, abbandono, incertezze, paura, dolore, abbandono, violenza.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER