Sconosciuti in treno

Sconosciuti in treno
La monotonia del viaggio in treno di Guy Haines è spezzata dai fendenti bruschi dei pensieri rivolti a sua moglie. O meglio della sua quasi ex-moglie. Da tempo i due  hanno preso strade diverse, ma il divorzio tarda ancora ad arrivare e Guy sta facendo questo viaggio proprio per risolvere, una volta per tutte, la questione. Il libro di Platone che sta leggendo non riesce a placare il suo nervosismo e non ci sta riuscendo nemmeno l’eccentrico e bizzarro tipo che sta facendo di tutto per attaccare bottone. Si chiama Charles Anthony Bruno e si capisce subito che è il classico uomo facoltoso e buono a nulla che cerca solo un po’ di compagnia per ingannare il tempo che lo separa da qui a Santa Fe, meta della sua breve vacanza. Le sue domande si fanno sempre più insistenti e, un po’ per cortesia e un po’ per esasperazione, Guy gli risponde…
Romanzo d’esordio di Patricia Highsmith, maestra della suspense e autrice della fortunata saga dell’affascinante criminale Tom Ripley, Sconosciuti in treno viene ricordato soprattutto per il rapporto biunivoco e contrapposto tra i due protagonisti, l’insicuro e tormentato Guy Haines e lo stravagante  psicopatico Anthony Bruno, che si scambiano due delitti, in modo da non essere scoperti. Dire si scambiano forse è eccessivo, dato che Anthony uccide la moglie di Guy senza nessun tipo di richiesta mentre Guy uccide il padre di Anthony in quanto esasperato dallo stalking continuo del suo amico/carnefice. La sostanza comunque non cambia e ci troviamo di fronte a un thriller psicologico che alterna sapientemente i punti di vista dei due personaggi principali, mostrandoci da un lato le insicurezze e le ansie di Guy e dall’altro il patologico egocentrismo di Anthony, che gioca con il suo “amico” fino a portarlo sull’orlo della follia. È una partita a scacchi in cui debole e forte sono identificati solamente sulla base di quanto hanno da perdere -Guy ha lavoro e affetti mentre Bruno disprezza la sua stessa vita- e, alla fine del gioco, forse il punto di vista del lettore potrebbe anche cambiare, trovando addirittura più abietto Guy (che non fa mai nulla per sottrarsi da questa situazione, paralizzato dalle sue paure) che Anthony. Da questo libro Alfred Hitchcock trasse il film Delitto per delitto.

 

 

 
 
 
 
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