Scontri di piazza

Scontri di piazza
Il 12 gennaio del 1991, il consiglio politico dei Comitati Autonomi Operai di Roma ha una strategia d'azione specifica, senza ammennicoli: Il politically correct nel corteo territoriale contro la guerra  non ha diritto di cittadinanza. Almeno non oggi... “Kossiga boia!” È il grido che scatena una bailamme tra la Digos e la questura, a quattordici anni dalla morte di Giorgiana Masi, caduta nel maggio del 1977, e fa scorrere l'adrenalina a Marco e ai compagni del centro sociale dell'Antico Molo, della Magliana, ai militanti comunisti e agli studenti solidali, che vogliono raccogliere l'esempio e il ricordo di Giorgiana e portare avanti la lotta.... Marco, Daniele e Fedrico, sono lì, a produrre una sana insubordinazione sociale nella scuola superiore a Monteverde, con il supporto del collettivo degli studenti medi, a cercare di arginare il fiume in piena del fascismo che esonda nelle periferie e nelle sue strutture di produzione culturale... Nell'aprile del 1994, il neo deputato missino  del primo governo Berlusconi,  il fascista Alemanno, vuole tenere un comizio in un quartiere i cui feedback pro-fascisti sono ai minimi storici dal 1974, quando i vecchi compagni chiusero le allora sedi politiche del partito di Almirante, e questo passo storico Marco e gli attivisti dei CS della zona lo conoscono come l'Ave Maria... L'11 luglio del 1998, alla notizia dell'avvenuto suicidio di Sole,  a  Campo de' Fiori si raccoglie l'esempio della lotta contro il TAV portata avanti dalla stessa e da Baleno, compagno di Sole e suicida qualche mese prima nel carcere delle Vallette a Torino. Un moto di sdegno segmentato  soffoca la capitale, intonando nell'aria un motivetto dal gusto vischioso, che recita così:  “Sole è viva  lotta insieme a noi  le nostre idee non moriranno mai”...
Scontri di piazza forgia la storia politica extraistituzionale degli Autonomi senza Autonomia. Lo fa con una requisitoria popolare a colpi di stalin, di volti travisati, di fazzoletti e drappi rossi sventolati nei cortei che attraversano Roma negli anni a cavallo tra la prima e la seconda Repubblica, e la cui filigrana riflette la dura resistenza metropolitana arricchita con elementi emozionali e reali. Marco Capoccetti Boccia non è nuovo a questo tipo di scrittura orizzontale molto vicina ad un giornalismo militante, che si fonde con il selciato di San Basilio, della Magliana, di Primavalle, di San Lorenzo […], accompagnando gioiosamente il lettore per le vie di Roma ed offrendogli un'istantanea sulle piazze più calde della capitale, tra centri sociali e assemblee studentesche, tra valori partigiani e underground militante. Inoltre , in questa cronistoria ragionata in cui affiorano figure di uomini e donne dal background culturale e dai modelli valoriali simbiotici, va riconosciuto all'autore il giusto merito di produrre una narrazione con richiami storici, capace di districarsi da un punto di vista linguistico tra i mille rivoli delle semiotica politica, rifiutando per scelta l'uso del politichese a vantaggio del borgataro, del popolano, a cui alterna interessanti soliloqui e robusti dialoghi. Tutto ciò per raccontare il suo mondo con le sue storie.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER