Scorie

Scorie
Dal 1945 strutture nucleari civili e militari più o meno segrete producono scorie radioattive in grandi quantità in tutto il mondo. Barre di uranio 'usate', prodotti di fissione, scorie dei processi di 'ritrattamento', residui di materiali utilizzati in medicina e diagnostica, residui industriali, rottami di varia natura: tutto materiale che rimarrà radioattivo per anni, secoli o molti millenni. Dove e come stoccarlo affinché non nuoccia? Sottoterra? In fondo al mare? Nello spazio? Esiste un modo di rendere inoffensive le scorie nucleari? La risposta è no, a tutt'oggi, eppure in nome del risparmio energetico, quasi tutti i Paesi nei quali finora il nucleare era stato bandito stanno riconsiderando le loro scelte, e il pianeta sta riconvertendosi velocemente all'atomo. Quali pericoli comporta questa scelta politica? Come vengono gestite attualmente le scorie nucleari nel mondo e in Italia? Perché lo smaltimento (o presunto tale) dei prodotti radioattivi è un business? Quali loschi traffici vengono portati avanti all'insaputa dell'opinione pubblica?
Il saggio di Virginio Bettini, professore di Analisi e Valutazione ambientale all'Università IUAV di Venezia, ci fornisce molte delle risposte a queste domande, e ci offre una chance di informazione su un problema raramente trattato con cognizione di causa, rigore scientifico e onestà intellettuale da chi di dovere. Davvero inquietante.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER