Scorpions

Scorpions
Hannover. Tutto ha inizio nel lontano 1965. Nella Germania Ovest giungono alcune tracce di rock ‘n’roll attraverso i soldati americani di stanza nel cuore della cortina di ferro: Elvis Presley, Little Richard, Buddy Holly, Eddy Cochran e, ovviamente, gli inglesi Beatles e i Rolling Stones. È da questi che il giovane Rudolf Schenker viene letteralmente folgorato. E nonostante  abbia messo da parte la chitarra per dedicarsi al calcio, Rudolf sente che la sua strada è quella della musica. Una strada difficile, fatta di quattro anni di gavetta, fino al debutto ufficiale con Lonesome Crow. È così che nascono gli Scorpions…
Con Scorpions Martin Popoff - definito “il giornalista heavy metal più famoso del mondo” con le sue quasi ottomila recensioni all’attivo - compie un’incursione nella biografia di una delle band più famose, longeve e prolifiche del mondo. Un percorso fatto di successi, sudore, abbandoni, ripensamenti; una parabola che parte dal rock progressive e arriva all’hard rock e all’heavy metal. In mezzo dischi di successo come Blackout e Love at First Sting, e canzoni che sono diventate colonne sonore di intere generazioni, una fra tutte l’immortale ballata Wind of change, vero e proprio simbolo della riunificazione della Germania avvenuta nel 1989: uno dei singoli più venduti nella storia con circa quattordici milioni di copie. Le pagine del saggio di Popoff si compongono di aneddoti, interviste di prima mano e un centinaio di foto, e mostrano come gli Scorpions si siano evoluti, cambiando spesso pelle a seconda dei gusti del pubblico. E forse sta proprio qui la forza della band, che proprio nel febbraio del 2015 ha pubblicato un nuovo album, Return to Forever . La storia dell’uragano tedesco continua.

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