Scorre la Senna

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Il tenente Adrien Danglard è irrequieto: il vecchio “Vasco de Gama” chiamato Vasco che da tre settimane staziona sulla panchina davanti al commissariato passando il tempo a mangiare olive e sputarne per strada i noccioli ha addirittura piazzato accanto a sé un servo muto per appendere la propria giacca. Al contrario del commissario Jean-Baptiste Adamsberg, che non si fa distrarre dall’ozio altrui, Danglard è innervosito e arriva a sospettare ci sia un collegamento tra questo strano vecchio inattivo e le lettere anonime che continuano ad arrivare nella stazione di polizia... Un altro solitario, un certo Pi, è interrogato da Adamsberg dopo che è stata uccisa una donna proprio davanti ai suoi occhi, mentre si sdraiava nel sacco a pelo sopra alla griglia del metrò, ragionando delle 9.732 spugne vegetali che aveva prelevato in un capannone a Charenton e che voleva vendere per cinque franchi l’una… “Io sono l’esteta che blandisce e castiga i vizi di questa terra. Spio le curve e le controcurve dell’architettura di questo mondo, quaggiù e in cielo”, sostiene un uomo elegante sulla quarantina, rinchiuso nella cella del commissariato di Adamsberg la notte di Natale perché ubriaco di whisky…

I fan di Fred Vargas, pseudonimo di un’anonima scrittrice della quale si apprendono vita morte e miracoli leggendo l’aletta di questo sottile volume dal dorso giallo della collana Stile Libero, sembrano delusi dalla pochezza di pagine, di respiro nella narrazione, di passaggi logici nei dialoghi tra il commissario protagonista e i suoi interlocutori. Tuttavia hanno modo di ritrovare tutte le caratteristiche dei loro beniamini Adamsberg e Danglard, classica coppia gialla che si compensa ed equilibra nel risolvere intrighi privatissimi di personaggi singolari e misteriosi. Soprattutto nel primo racconto, Salute e libertà, la chiave del giallo è appena accennata ed è miracoloso l’intuito poliziesco del barbone ubriaco protagonista del più bel racconto dei tre, La notte efferata, ambientato il 24 dicembre, che fa rimpiangere le atmosfere più semplici e algide di Georges Simenon, dal quale la Vargas sembra prendere ispirazione. I tre racconti, usciti dal 1997 al 2000 su “Le Monde” e altre raccolte, nel 2002 sono stati pubblicati insieme alle illustrazioni di Edmond Baudoin (autore dei disegni dell’unica graphic novel scritta da Vargas) da Editions Viviane Hamy, e tradotti in italiano solo sette anni dopo.



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