Scrittori di uno scrittore

Scrittori di uno scrittore

Vidiadhar vive a casa della nonna fino ai sei anni, in un piccolo centro rurale di Trinidad, poi la nonna si trasferisce nella capitale, Port of Spain, e lui con tutta la famiglia la segue. Il piccolo Vidiadhar resta incantato dall’ordine e dalla pulizia della loro nuova cittadina. Passa tutto il tempo che può sulla veranda della casa e, protetto dai vasi di felce, guarda la strada e la gente. Presto impara a riconoscere tutti nonostante non scambi con loro mai alcuna parola. Sogna di diventare scrittore e per tutta la vita riflette sui diversi modi di guardare e su come ciascuno influenzi e modifichi il mondo. Port of Spain è una piccola colonia rurale, “un puntino sul mappamondo” e una incredibile mescolanza di razze, mezzo milione di persone con diversa provenienza migratoria, delle quali pochissimi ricevono un’istruzione. Tuttavia qui e là sorgono come meteore gruppi di lettura e di scrittura, senza riuscire mai a dar vita a un qualche significativo movimento culturale. Eppure nella primavera del 1949, quando Vidiadhar frequenta, la sesta classe del Queen’s Royal College, proprio al termine della scuola, si viene a sapere che in una delle isolette settentrionali vive un giovane, un vero poeta che ha da poco pubblicato il suo primo libro di poesie…

Vidiadhar Surajprasad Naipaul, premio Nobel per la Letteratura nel 2001, fa pubblicare Scrittori di uno scrittore. Modi di guardare e di sentire con l’intenzione di raccontare il proprio pensiero sugli autori che hanno influenzato la sua formazione artistica. Infatti, sebbene racconti molti episodi biografici, il testo non è una vera e propria biografia: meno che mai, pur non risparmiando commenti diretti e critiche spietate, risulta essere una canonica critica letteraria. A Naipaul preme far emergere lo sguardo, il modo di sentire degli autori che hanno orientato la sua educazione letteraria. Figlio di migranti indiani che nell’ottocento si sono insediati in quello scampolo di mondo che è Trinidad, non ha mai accettato la parodia della vita e della cultura inglese della sua gente. Questa assenza di identità e storia nazionale, grazie a un lungo lavoro personale, è diventata proprio una caratteristica genuina dell’opera di Vidiadhar Surajprasad Naipaul. La narrazione segue un filo logico originale che porta il lettore da Trinidad all’India di Gandhi, da Flaubert a Nirad Chaudhuri, e così via, presentando l’annoso e “irrisolto problema delle due civiltà” che limita la produzione di una tipica letteratura indiana. Scrive con cruda lucidità, impietoso nelle affermazioni dei suoi pensieri, lasciando trapelare un atteggiamento un po’ snob, che in fin dei conti rientra a pieno titolo nel personaggio “sir Vidia”, al secolo Naipaul, tratteggiato da Patrick French nella sua biografia autorizzata. Uno stile limpido e netto, per scoprire l’evoluzione del giovane Vidiadhar da lettore curioso a scrittore affermato e “saccente”.



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