Scusate il disordine

Scusate il disordine

Un gruppo beat nato negli anni ˊ60, periodo in cui ha sfiorato il successo, si esibisce ormai unicamente per il pubblico di una casa di riposo. Il settantenne batterista e cantante, nonostante gli acciacchi, continua imperterrito a voler far musica dal vivo, un poˊ per se stesso ma soprattutto per non perdere di vista la donna che lo accompagna al basso da una vita e per la quale nutre un amore pieno di rimpianti, mai reciprocamente confessato. Sembra proprio che sia arrivato lˊultimo concerto, ma nel pubblico questa volta c’è qualcosa di diverso... Una vecchia camera polaroid finisce in pezzi dopo un goffo incidente. Il suo proprietario riesce con difficoltà a rimetterne insieme le parti. La macchina acquisisce però la capacità di fotografare la vera essenza delle persone e delle cose... Il proprietario di un negozio di dischi incontra casualmente la propria anima gemella con cui passa unˊunica serata perfetta. I due si danno appuntamento per la stessa data dieci anni dopo esatti: se è vera alchimia si rincontreranno. Lˊuomo, ormai sposato, dimentica quanto promesso. La misteriosa donna si rifarà però viva tramite una serie di inquietanti sms... Un aspirante musicista trentenne decide di acquistare una chitarra Gibson di bassa gamma in un piccolo negozio. Concluso lˊaffare, porta a casa lo strumento e comincia a pulirlo con accuratezza. Sfregando la chitarra, ne esce un genio dalle fattezze di Bobby Solo. Il ragazzo potrà esprimere un unico desiderio, ma ‒ attenzione! ‒ dovrà formularlo in maniera corretta...

Anni fa, quasi venti ormai, mi capitò di leggere Fuori e dentro il borgo (Baldini & Castoldi, 1997), prima opera letteraria (anch’essa composta di brevi racconti) di Luciano Ligabue, dalla quale peraltro venne tratto il fortunato film Radiofreccia del 1998, con lo stesso Ligabue dietro la macchina da presa. Insomma, il rocker di Correggio è da molto tempo che “se la canta e se la suona” (letteralmente) con risultati che, al di là del discorso discografico (sul quale non ci esprimeremo qui per ovvie ragioni), si potrebbero definire un pochino altalenanti. Va però riconosciuto che ogni lavoro extra-musicale del cantautore/scrittore/regista emiliano si distingue per la costante ricerca di una certa originalità e per la diversità dei temi trattati. Abbandonata quindi la provincia del già citato Fuori e dentro il borgo e le atmosfere distopiche de La neve se ne frega (che vanta anche una trasposizione a fumetti edita da Marvel Italia), Luciano Ligabue ci stupisce con un libro di racconti che sembra pescare a piene mani da Ai confini della realtà, o comunque dalla tradizione della narrativa breve fantastica con “twist endings” che va da “Astounding Stories” e riviste simili ai fumetti della EC Comics a grandi autori come Richard Matheson. È infatti proprio nella scelta dei soggetti surreali e stranianti che sta la forza di Scusate il disordine, perché è quello che non ti aspetteresti da un autore che ha sempre basato la propria produzione su un certo tipo di concretezza persino rischiosamente vicina al didascalico. Non un difetto sia chiaro, ma un marchio di fabbrica per la quale probabilmente i fan vanno matti, e che però finisce per mostrare il fianco ai detrattori. Il “Liga” utilizza anche in questo caso il suo tipico linguaggio un poˊ saggezza popolare e un poˊ Bukowski, ma lo fa in maniera sapiente, rendendolo perfettamente aderente al tono e alle atmosfere dei racconti. Il risultato è un libro godibile che gioca col lettore, facendolo a volte sorridere, altre commuovere e altre ancora riflettere. Di certo, Scusate il disordine non farà fatica a trovare una fascia di mercato, ma non sarebbe giusto banalizzare definendolo un lavoro creato ad hoc per i fan. In realtà, il celeberrimo cantautore tenta palesemente di espandere i propri orizzonti di scrittore, cercando di mollare per un poˊ le orecchie della gente per deviare sui cuori e sui cervelli di chiunque sia in ricezione.

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