Se l'amore è il peso

Se l'amore è il peso
Gerardo è un sacerdote della diocesi di Colonna, piccolo centro a ridosso dell'estrema periferia sud di Roma, vicino alla “fogna di Dio”, San Cesareo. Qui vive la sua longeva famiglia: la bisnonna di centotré anni, lucida e pronta ad ascoltare le sue empie vicissitudini; suo nonno, uomo dai mille ricordi, dispensatore di perle romanesche di grande saggezza; e poi sua madre, nella cui scura ombra vive da sempre, lei che lo vuole inquadrato e con abito talare, capace di mettere sempre una toppa alle sue magagne caratteriali, anche grazie all'aiuto dell'amichevole vescovo di zona. Gerardo, dopo otto anni di incerta vita clericale conosce l'amore passionale, quello “profano”, che non può portare altro che l'apostasia. Susanna è la sua donna e può cambiare definitivamente il suo mondo, che da un preciso momento inizia fortemente a vacillare…
Giacomo Di Valerio confeziona una vivida rappresentazione dei sentimenti e della fede, una relazione attenta dello stravolgimento che può nascere attraverso la loro apparente mancanza. Il linguaggio fresco, giovane si combina perfettamente con un'ironia di fondo, spesso nera, ma mai cinica, e un ritmo vivace, che spinge a leggere il romanzo tutto d'un fiato. In inglese si direbbe unputdownable, ovvero che non si può mettere giù, e le avventure rocambolesche, letteralmente “romantiche” del prete inadeguato Gerardo hanno questo effetto sul lettore. La chiave di lettura sta nella bella frase di Sant'Agostino alla base del titolo: l'amore come gravità che riporta il corpo nel luogo a lui predestinato, lontano anni luce dalle impalcature traballanti di imposizioni familiari o di regole spirituali, che non riescono ad essere immuni dal senso critico del proprio io. Esordio davvero riuscito.

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