Segreti sepolti

Segreti sepolti
David Harwood dopo la morte della moglie decide che forse cambiare tutto è la cosa migliore per il bene suo e di suo figlio Ethan. Ha lasciato Promise Falls e il giornale locale per cui lavorava per trasferirsi a Boston e lavorare per il “Globe”. La testata è più prestigiosa e lo stipendio più alto, il rovescio della medaglia però è che praticamente non vede più il bambino che passa le giornate con una vicina, e questo non è quello che voleva. La notizia che il “Promise Falls Standard” sta cercando un redattore lo spinge a mettersi in contatto col suo vecchio capo. Riottenuto il posto, in attesa di trovare una casa dove stare, si trasferisce a casa dei suoi. Quella che doveva essere una sistemazione provvisoria purtroppo si trasforma in una specie di incubo quando il giornale, proprio il giorno in cui David doveva riprendere servizio, chiude i battenti. Una mattina la madre gli chiede di portare del cibo surgelato alla nipote Marla. Una cugina con un passato ingombrante; ha partorito una bambina nata morta e in seguito ha tentato di rapire un neonato dall’ospedale, episodio noto ma senza troppe conseguenze grazie all’intervento dalla madre di lei, che dell’ospedale è la direttrice. Quando David arriva dalla cugina che non risponde al campanello, vede delle preoccupanti macchie di sangue sullo stipite della porta. Entra e trova Marla intenta ad accudire un neonato che a suo dire le è stato lasciato da un angelo...

Primo capitolo di una trilogia – il secondo è stato pubblicato in America quest’anno col titolo Far from true e non è ancora tradotto in Italia –, Segreti sepolti è in realtà un romanzo senza pretese. Il plot principale è piuttosto inconsistente e poco o nulla si amalgama con le sottotrame, probabilmente introduzioni ai prossimi romanzi: 23 scoiattoli uccisi e fatti trovare appesi ad una recinzione, una serie di aggressioni ad alcune ragazze che frequentano il campus e per finire dei manichini con scritte minacciose, messi in bella evidenza sulla ruota panoramica – fatta partire da sconosciuti – nel parco giochi in dismissione e in procinto di essere venduto. Tutti i casi, compreso il principale, sono seguiti dal detective Barry Duckworth che ciononostante sembra avere un ruolo marginale, se non per il conflittuale rapporto con Randall Finley, ex sindaco particolarmente discusso che ha deciso di rimettersi in corsa, e incidentalmente offre anche un lavoro a Harwood. L’indagine è inesistente e l’evoluzione dei fatti è delegata quasi esclusivamente a David, che diventa ben presto protagonista e voce narrante. I personaggi sono descritti superficialmente e il colpevole è evidente al lettore praticamente da subito. Un thriller che non tiene col fiato sospeso e non fa desiderare di leggere il sequel, anche se la conclusione aperta è palesemente introduttiva al libro successivo.

 

 

 

 
 
 
 

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