Semplici questioni d’onore

Semplici questioni d’onore

Concetto Granaleo è nato nel 1940 e già quattro anni dopo si è ritrovato orfano. Orfano di madre e di padre, quest’ultimo sparito in circostanze non molto chiare e per molto tempo sconosciute. Sono passati ormai tanti anni e Concetto, per gli amici Tino, poco più che ventenne, è appena rientrato a casa, a Letojanni, dove vive da sempre con la zia Antonia. Qualche rumore sospetto e nessun dubbio. È entrato qualcuno in casa mentre la zia sta dormendo. Meglio nascondersi. I rumori non ci sono più e con loro se ne va anche la zia, brutalmente assassinata. Improvvisamente tutto sembra prendere una svolta e Concetto si ritrova improvvisamente al cospetto di un uomo sconosciuto, suo padre. I sentimenti contrastanti si accompagnano all’incredulità per l’incontro con un uomo che vaga per qualche strano motivo con due guardaspalle armate. Cosa gli era successo nel lontano 1944? Perché sussiste questo alone di mistero?

Il titolo Semplici questioni d’onore riassume perfettamente lo spirito di sicilianità che pervade il romanzo di Domenico Cacopardo. Il ritratto perfetto, in tutto e per tutto, della mentalità siciliana, fatta di omertà, segreti, compromessi. Il dipinto dei suoni, dei colori e dei profumi della Sicilia. E la storia che ci racconta Cacopardo è un giallo in pieno stile, fatto di sangue, indagini, suspense. Un giallo che in Sicilia coincide con la parola “mafia”, la sua piaga per eccellenza, il cancro inestirpabile di questa meravigliosa terra. Tutti questi elementi emergono dalle pagine “leggere” del romanzo, in cui troviamo anche i sentimenti in tutta la loro evoluzione, dall’amore acerbo alla passione travolgente. Fa da cornice il mare di un’isola piena di contraddizioni e zone buie, ma altrettanto splendida, luminosa, viva e florida. Come la sua gente.



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