Sempre

Sempre

Maurizio Maggiani dichiara subito che se usasse la parola Dio commetterebbe un peccato mortale perché lui non ha Dio. Non è ateo, è senza Dio. Lo dice immediatamente. Dice che ha due biciclette ma non ha Dio. È un dato di fatto. Eppure si sente sempre come Garibaldi. Che in punto di morte fa testamento e dice che nessuno si sarebbe mai dovuto azzardare nemmeno lontanamente a farlo avvicinare da un prete. Però il letto su cui sta esalando gli ultimi respiri è sormontato dal ritratto di un uomo. Il suo più caro amico. Giovanni Verità. Un prete. Anche Luigi Verdi viene da un ambiente simile a quello in cui Maggiani è nato e cresciuto, tra gente semplice, contadini, operai e la Casa del Popolo, figlio di un padre che ha messo al mondo cinque figli e che ha fatto studiare solo lui perché siccome è venuto alla luce con un problema alle mani ha pensato di sacrificarsi un po’ di più perché potesse trovare un lavoro adatto vista la sua difficoltà. Solo che quando gli dice che vuole farsi prete un altro po’ gli prende un colpo. Com’è nata la vocazione? Inizia tutto quando all’oratorio, nonostante le mani, lo fanno giocare a basket…

Sono amici, si conoscono da tempo, hanno sette anni di differenza. Uno è nato nello spezzino, è stato fotografo, venditore di pompe idrauliche, autore e conduttore televisivo, docente e ha vinto con i suoi romanzi i più importanti premi letterari; l’altro è originario di San Giovanni Valdarno e trentatreenne ha fondato ventisette anni fa in una vecchia pieve all’epoca abbandonata la Fraternità di Romena, un luogo di incontro nel Casentino via via sempre più frequentato. Uno è Maurizio Maggiani, l’altro è Luigi Verdi: si siedono attorno a un tavolo e conversano, si fanno domande e si danno risposte, nominano personaggi come Giuseppe Garibaldi, Giovanni Verità, Ugo Bassi, Charles de Foucauld, Arturo Paoli, Giovanni Vannucci, David Maria Turoldo, Carlo Carretto, Maria di Campello, Giuseppe Mazzini, Giosuè Boesch e Tom Benetollo, tutte figure storiche importantissime che hanno incarnato ideali di fede, speranza, carità, pacifismo, impegno civile, sociale, morale. E i due danno vita in questo modo, tra aneddoti, confessioni, ricordi e riflessioni, a una sorta di lessico dialogato dei lemmi più importanti del vocabolario della quotidianità, come libertà, fedeltà, castità, pietà, grazia, bellezza, gioia, di cui fanno un’ampia e profonda esegesi secondo tutto ciò che rappresentano, prendendo le mosse dalla parola più rassicurante e impegnativa di tutte, perché incarna l’eterno: sempre.

 


 

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