Senza fili

Senza fili

Sicilia. Primo maggio 1947. A Portella della Ginestra sono arrivati in molti a festeggiare. Sono giunti in tanti da Piana degli Albanesi, da San Giuseppe Jato, da San Cipirrello e forse da piu lontano per festeggiare il lavoro e anche la vittoria del Blocco del Popolo alle elezioni regionali di aprile. A un tratto, mentre il primo oratore ha appena iniziato il suo discorso, sulla folla riunita si scatena un fuoco feroce. Il fuoco, diranno i periti, proviene da armi da guerra, mitra, fucili automatici, carabine ‒ armi non certo comuni tra i banditi di quelle zone rurali ‒ e provoca undici morti e ventisetti feriti. Indagano sulla strage il Maggiore Sommese e il Commissario Guarino, uomini intelligenti e attenti, ligi alla legge, fedeli allo Stato. Alcune testimonianze conducono a esponenti della mafia locale e poi lo sguardo si concentra sul bandito Giuliano e la sua banda. Successivamente le indagini e le loro risultanze prendono la strada che meglio conviene si traggono le conclusioni che sappiamo. Tanti anni dopo, a Torino, Ettore, giovane giornalista di una radio progressista e di inchiesta, si imbatte, grazie proprio a un vecchio zio di Sicilia, in alcuni appunti del nonno, uno dei protagonisti delle indagini sulla strage di Portella. Ettore comincia allora una propria personale ricostruzione ed indagine che, non priva di momenti critici e di attriti personali con la fidanzata Giovanna, lo conduce comunque a un lieto fine, almeno nella vita privata e nella carriera…

Edoardo Guerrini ha intrapreso la narrazione dei fatti di Portella grazie a uno spunto biografico: il suo nonno materno fu coinvolto in quell’indagine che, un poco, gli cambiò il corso della vita. Intrecciando risultanze oggettive e fatti reali, il romanzo si snoda dapprima con l’andamento di un giallo, un giallo costruito, si potrebbe dire, secondo il modello di Sciascia: trama gialla costruita su eventi e situazioni reali della vita politica e civile. E infatti si arricchisce poi di elementi concreti, con riferimenti alla trattativa Stato-mafia, alla vicenda Gladio, agli attentati ai giudici Falcone e Borsellino. Tutti eventi storici in cui sempre più si cala la vicenda romanzesca e privata dei due innamorati protagonisti nel presente: Ettore e Giovanna. Le conclusioni della storia, avverte l’autore, sono provvisorie, forse immaginate. Un immaginario che, tuttavia, non è affatto alieno a quanto è avvenuto nella realtà: c’è una storia ufficiale, spesso menzognera o “arrangiata” e una storia segreta, in cui si nascondono le reali motivazioni e i veri mandanti dei fatti, storia inquietante e mai ammessa da fonti ufficiali, frutto di manovre oscure imperanti nelle istituzioni. Un peccato originale che viene da lontano e da cui la Sicilia fu segnata anche dopo lo sbarco delle forze alleate e la nascita della Repubblica. Opera prima, il romanzo mantiene dunque viva la memoria di alcuni grandi “mali italiani” e si legge con vivo interesse.



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