Senza zucchero

Senza zucchero
Il suo nome era Mara D’Angelo ma la chiamavano Mara del Caffè, a causa dell’eterna borraccia di caffè che si portava al collo: nata in un paesino di poche centinaia di anime, pareva la solita donna di montagna di poche parole e con poche armi di seduzione ma nessuno seppe mai l’incontro segreto che fece tra le pieghe della Maiella e il dolore che la segnò tutta la vita. L’uomo del caffè, invece, di nome fa Emanuele, vende caffè ai carrettieri che portano i pani di zolfo in paese e, vedovo da poco, si è risposato con la giovane Irene - che poco sopporta la figlia avuta dal precedente matrimonio: la perdita di entrambe, apparentemente imputabile all’ennesima lite tra le due, nasconde una torbida vicenda di amore e di violenza. Adele è costretta dalla famiglia a scappare dall’Italia per sposare un figlio di emigrati piemontesi proprietario di una piantagione di caffè in Brasile: l’amore, dapprima forzato, troverà vigore nelle sofferenze vissute insieme, facendo sì che i due diventino come “fatti della stessa materia, della stessa, dolorosa rinuncia”. Paolo se ne è andato al Nord, abbandonando Lecce, la sua città natale, i suoi compagni e i ricordi adolescenziali: sarà la vista delle serrande abbassate sul Caffè Corini, un tempo ritrovo di lui e degli amici, a farlo pensare con malinconia al passato, aggrappandosi con rabbia ad ogni seppur minimo legame con ciò che credeva lontano ma che ora si sente marchiato addosso come una cicatrice...
Tredici racconti, un unico filo conduttore: il caffè. Sembra strano che una bevanda così comune e legata a riti quotidiani apparentemente avulsi dalla creatività letteraria, possa far scaturire da questa ciurma di scribacchini esordienti delle storie tanto intense. Forse perché, in realtà, come giustamente rileva Salvatore Ferlita, curatore del volume, “il caffè sorregge una svariata, multiforme mitologia letteraria”, da egli stesso perfettamente enucleata nel saggio introduttivo L’Undicesima Musa. Nella presente raccolta, molti sono gli scenari, dal Sud Italia, alle trincee, alla montagna abruzzese, al Sudamerica. Molti, inoltre, i protagonisti che si susseguono: donne inasprite dalla vita in campagna o abbruttite da un dolore senza nome né volto, uomini, semplicemente uomini, che, senza sapere neanche esattamente ciò che fanno, si ritrovano a dover sparare, ammazzare, bambini appena nati, avvolti nelle casse che si usano per riporre il caffè torrefatto. Resta questo vago, tenue aroma di caffè che si sparge per le pagine di questa fresca e originale raccolta di racconti, da leggere e assaporare.

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