Seta nera

Seta nera
Bruxelles. Due individui si presentano al negozio di Ibrahimi per acquistare un tappeto Chelaberd. L’antiquario ne ha molti, ma non sa che i due vogliono proprio quello che non ha intenzione di vendere e che ha acquistato da poco a Baku, la capitale dell’Azerbaigian: un Karabakh Chelaberd del XVIII secolo. Il giorno dopo Ibrahimi viene ucciso e il tappeto rubato. Proprio a Baku è diretto Juan, ingegnere spagnolo della Oil Britannia, compagnia petrolifera inglese in lotta con le altre compagnie per il controllo della regione e il dominio dello sfruttamento dell’oro nero. Esiste, infatti, un documento risalente al periodo dell’Unione Sovietica riguardo ad un ricco pozzo petrolifero: la mappa sismica della quadriglia G62, un vero e proprio tesoro. Juan si trova involontariamente coinvolto in un intrigo internazionale intorno alla mappa sismica, mentre il governo azero si mette sulle tracce del tappeto rubato a Bruxelles, l’unica testimonianza  che potrebbe risolvere il conflitto intorno alla regione del Nagorno - Karabakh tra Armenia e Azerbaigian. Baku, quindi, diventa il crocevia delle sorti di una zona calda e in perenne rischio di conflitto come il Caucaso…
Rafael Dezcallar è attualmente ambasciatore di Spagna in Germania, dopo essere stato ambasciatore in Israele, Stati Uniti, Russia, Cuba ed Etiopia, nonché direttore generale di Politica Estera per il Ministero degli Affari Esteri Spagnolo. Tra il 1995 e il 1998 ha vissuto a Mosca e compiuto diversi viaggi nelle ex repubbliche sovietiche dell’Asia Centrale e del Caucaso. Per questo Seta nera rappresenta una preziosa testimonianza dei meccanismi diplomatici, economici, politici e sociali di una delle regioni più calde del mondo, quella del Caucaso e del mar Caspio, soprattutto dopo lo scioglimento, nel 1991, dell’Unione Sovietica che garantiva una sorta di equilibrio tra popoli eterogenei segnati da differenze etnico - religiose molte volte inconciliabili. Seta nera racconta la discriminazione russa nei confronti degli azeri, definiti “culi neri”; l’eterno conflitto tra Turchia e Armenia; l’odio dei paesi satelliti nei confronti di Mosca; la difficile situazione della Cecenia; il KGB; il Fronte Popolare. Tutto ciò a discapito della trama, che viene messa in secondo piano rispetto alle concrete e realistiche descrizioni delle usanze e delle abitudini dei popoli, intorno alle quali si muovono personaggi che riescono ad infondere coerenza e credibilità ad una seppur lenta lettura. Se da una parte, quindi, Seta nera si rivela un’occasione per gettare uno sguardo storico-antropologico ad un territorio lontano e ricco di spunti culturali, dall’altra porta il lettore a viaggiare in un universo corale di storie, intrighi e guerra fredda.

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