Settanta

Settanta
1970, una gelida mattina di dicembre. L'organizzazione segreta paramilitare Ultor sta per colpire al cuore il sistema politico italiano. Tra pochi minuti scatterà l'occupazione della RAI, mentre il Gran Maestro di una loggia massonica deviata si occuperà di prendere in consegna il Presidente della Repubblica e sicari della mafia metteranno a tacere per sempre il capo della Polizia. Stanno per prendersi tutto, finalmente. L'operazione è stata decisa in una riunione al vertice circa un mese prima: attorno al tavolo c'erano il colonnello Kurtz e lo spietato Andrea Sterling per Ultor, l'Omino e il Presidente del Consiglio Argento per la Democrazia Cristiana, il Gran Maestro. Tutti riuniti per scongiurare la conquista al potere da parte del PCI e quindi dell'URSS ad ogni costo, col beneplacito dell'Amministrazione Usa - nelle persone del Presidente Crow e dello Svedese, ineffabile Segretario di Stato. Ma ora che è arrivato il momento di agire, una telefonata dello Svedese blocca tutto sul più bello. Il golpe è rinviato a data da destinarsi. Kurtz e Sterling schiumano rabbia: chi è stato a far abortire il sogno della loro vita? Intanto il giovanissimo Domenico Incatenato arriva a Torino dalla natia Calabria: per lui c'è già pronto un posto in catena di montaggio alla FIAT, ma lui ha altre ambizioni, e si iscrive a Giurisprudenza: vuole diventare magistrato, lui. Anche per Nando Gatti da Tor di Quinto, ciuffo biondo e faccia da duro, ci sarebbe un futuro segnato nell'officina nella quale si è fatto i calli per una vita suo padre, ma anche lui ha progetti molto diversi e parte per Milano inseguendo una ragazza che dice di voler fare teatro. E a Milano c'è anche Ettore Brivido, un giovane ladruncolo di piazza Tirana che sogna di diventare un big della mala milanese e per far questo si mette a servizio di Osvaldo Benotti, una leggenda del quartiere. Il destino di Domenico, Ettore e Nando si incrocerà a quello di Sterling e alle trame politico-criminali che stanno per sconvolgere il Paese...
Seconda tappa dopo Confine di Stato della controstoria d'Italia by Simone Sarasso: se nel primo romanzo della saga (ne seguirà un altro, più una serie di progetti collegati e spin-off) eravamo negli anni '50 e '60, qui la lama affonda nel ventre del decennio-cardine del 900 italiano, gli anni '70 (talmente paradigmatici da bastare per dare un titolo al romanzo, con tutto il loro corollario di storie, misteri e personaggi archetipici). Si parte dal golpe fallito del 1970 per proseguire con la strategia della tensione, le bombe, l'eversione nera, le Brigate Rosse, la stagione delle grandi rapine e dei rapimenti eccellenti, e finire con la strage alla stazione di Bologna del 1980. Oppure no. Perché malgrado sia impossibile non pensare durante la lettura che dietro ai nomi fittizi dei personaggi del romanzo di volta in volta si nascondano Andreotti, Dalla Chiesa, Moro, Vallansasca, Kissinger o persino Maurizio Merli, le date, i caratteri - e in molti casi anche i fatti – si discostano significativamente dalla realtà storica. Magari non abbastanza da far apparire Settanta pura fiction, ma abbastanza per non considerarlo un romanzo storico. Sarasso – per usare le sue parole – shifta di un micron la storia del nostro Paese per raccontarne una differente, solo possibile. Il racconto è corale, sanguinario, plumbeo. Lo stile è vivido, eterogeneo come i punti di vista dei tanti narratori in prima persona. Le pagine, quasi 700. Romanzo viminale.

 

 

 

 
 
 
 
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