Sette lettere da Parigi

Sette lettere da Parigi
Samantha ha quasi 40 anni e poche certezze: è disoccupata, sull’orlo del tracollo economico e da anni ha lasciato il talamo nuziale per dormire nella camera degli ospiti col cane. Niente di buono fino a quando l’amica di sempre, per tirarla su di morale, inizia a rivangare i tempi delle loro scorribande giovanili. Tra quelle, una accende un particolare interesse: inter-rail, 20 anni prima. Parigi, un locale carino e due fustaccioni francesi che si presentano al tavolo per far conoscenza. Un incontro fortuito, durato 24 ore e finito in 7 lettere che Jean-Luc, il cavaliere di Sam, le ha scritto nei mesi successivi, senza mai ottenere da lei una risposta. Che avrebbe dovuto scrivergli, del resto? All’epoca lei voleva costruire il suo futuro da designer ed era del tutto incapace di accettare un uomo nella sua vita, vista l’esperienza del padre biologico che aveva ben pensato di mollare da sole lei neonata e la giovane madre. Meglio tenersi alla larga. Così, 20 anni dopo, tra il serio e il faceto nasce l’dea di creare un blog che abbia come tema le 7 lettere, un’occasione per cercare Jean-Luc dall’altra parte del mondo e chiedergli scusa per quel silenzio. E lui, attraverso il blog, risponde. La strada, però, è irta di ostacoli: l’autostima di Sam va in pezzi quando si ritrova a vivere a casa dei suoi, sbarcando il lunario come dog sitter senza nemmeno potersi permettere una macchia né tantomeno un aereo per la Francia…

“Vivete pienamente la vostra vita, senza paura, senza rabbia e senza rimpianti”. Solo per questa frase, questo libro merita di essere letto. E poi è divertente, perché l’autrice ha una vena ironica vivissima. E poi è tenero, perché è un romanzo d’amore a lieto fine: e meno male che la storia parte dall’epilogo, altrimenti ci sarebbe da consumare tonnellate di fazzoletti, prima della fine. Fosse solo questo, d’amore ne è piena la letteratura. Questa però è una storia vera, è contemporanea, i protagonisti sono viventi e li puoi trovare su Facebook. Così puoi chiudere il libro e aprire il pc e continuare a riflettere, non tanto sul cavallo bianco e sul principe azzurro (che comunque, il libro lo dimostra, esistono) ma su cosa fare per far ripartire la tua vita. Se una donna normale, con una vita sul fallimento andante, in un posto normale ha trovato il modo, la forza e soprattutto il coraggio di ripartire da zero, allora ci può riuscire chiunque. Il nostro Jean-Luc può avere mille volti ma da qualche parte esiste, bisogna solo avere l’animo predisposto per lasciare che ci aiuti a rimettere in piedi la nostra vita. E così ecco l’altro grande monito, nascosto dentro una “semplice” storia d’amore: il bene può fiorire solo se decidiamo di lasciar andare tutte le persone e le situazioni che ci avvelenano. Parigi non è poi così lontana.

 

 

 

 
 
 
 

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