Settembre può aspettare

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Rebeca prova da diversi mesi a convincere i docenti di Filologia germanica per farsi assegnare la tesi di dottorato su Emily J. Parker, ma sembra che a nessuno interessi il mistero della scomparsa di una promettente e altrettanto poco conosciuta scrittrice inglese. Emily J. Parker infatti ha scritto solo due romanzi e qualche racconto. Finalmente un professore inglese ormai in pensione, Robert Whelan, le offre il suo aiuto nel caso decidesse di andare a Londra e le viene assegnata dalla Fundación Barrié de la Maza una borsa di studio. Così Rebeca Aldán, a più di trenta anni, con pochi soldi in tasca, lascia Santiago de Compostela e il fidanzato Álex, appassionato di ornitologia, e raggiunge Londra per provare a scoprire cosa sia successo alla sua amata autrice. Nevica, il suo volo aereo quel giorno è uno dei pochi a non essere stato cancellato. Ogni giornale della City riporta in prima pagina grossi titoli sul freddo siberiano che ha investito tutto il Nord Europa, ingorghi e cedimenti stradali stanno mandando in tilt tutti i servizi pubblici. Durante il viaggio verso Paddington, reso più lungo da fermate impreviste, Rebeca rilegge Quiet at home in the night , il primo romanzo di Emily J. Parker. L’8 maggio del 1955 la singolare scrittrice dai capelli rossi era stata vista per l’ultima volta nel centro di Londra, in una strada affollata di gente, all’angolo tra Charing Cross e Trafalgar Square, durante la parata commemorativa del 1955. Nessuno è mai stato in grado di raccontare che fine avesse fatto, ma possibile che qualcuno scompaia nel nulla senza lasciare una traccia?

Susana Fortes, dopo la Firenze rinascimentale di Quattrocento cambia completamente ambientazione e temi. In questo ultimo lavoro c’è un po’ di tutto, forse anche troppo: mistero, servizi segreti, amore, letteratura, violenza sulle donne, condizione femminile, tanto per citare solo alcuni dei temi affrontati. La storia, ambientata in epoca contemporanea, a tratti riporta il lettore agli anni della Seconda Guerra Mondiale, quando l’Inghilterra aveva riunito un numeroso gruppo di studiosi e di manovalanza giovanile, tutti impiegati per decifrare velocemente messaggi criptati del nemico. Tra queste persone che lavoravano in segreto, Fortes ricorda il famoso Alan Turing, che realizzò la macchina “Bomba”, con la quale riuscì a trovare la chiave di lettura dei messaggi nazisti in codice creati dalla macchina tedesca conosciuta come “Enigma”. È proprio tra le misteriose giovani collaboratrici del governo inglese che si colloca Emily J. Parker, una donna intraprendente, promessa della letteratura inglese, sparita nel nulla durante le celebrazioni del decimo anniversario della fine della guerra. Uno stile fluido, colloquiale come se la protagonista al rientro dal viaggio raccontasse a un’amica il percorso intrapreso per arrivare alla ricostruzione della sparizione della sua scrittrice più amata. Una buona rievocazione storica, molti colpi di scena, figure femminili ben caratterizzate e personaggi che sembrano vicini di casa, rendono il libro una lettura gradevole.



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