Sex addict

Sex addict

Hayden Glass, detective nella Omicidi della polizia di Los Angeles è un uomo solo e tormentato. Il vuoto pneumatico che si trascina dietro dall'infanzia, complice la traumatica e prematura morte del padre, non ha mai trovato un naturale canale di cicatrizzazione. Ecco perché ora quel buco nero ha finito per risucchiarlo, come un vero tossico a caccia della disperata dose, attraverso le zone più becere del Sunset Boulevard di Los Angeles, in cerca di prostitute e sesso frustrato, colpevole e dopato. Glass è infatti un sesso-dipendente. Un sex addict. Nessuno conosce la sua ossessione, tranne i compagni di gruppo dove da anni Hayden cerca conforto terapeutico. Lì e soltanto lì il detective, circondato da suoi simili, spogliato dalla sua corazza istituzionale, riesce a denudarsi della sua vergogna, dei suoi sensi di colpa, raccattando un po' di sollievo che, per qualche giorno o se va bene addirittura per qualche mese, riesce a trattenerlo dai suoi irrefrenabili impulsi sessuali compulsivi. Quando però il corpo della figlia di un politico locale viene trovato orrendamente trucidato e mutilato, Glass neanche può immaginare quale scenario il destino gli stia riservando. C'è un serial killer in città che pare uccidere in modo casuale e agghiacciante le sue vittime, senza lasciare tracce di movente o qualsivoglia logica, se non il sottilissimo fil rouge di sangue intuibile proprio e solo dallo stesso Hayden. Ma perché l'assassino sta cercando un contatto proprio con lui? Chi può conoscerlo talmente bene da anticiparne ogni singola mossa, giocando addirittura con le sue recondite debolezze? Chi sta mettendo in pericolo le persone a lui più care, architettando truci carneficine che come filo spinato arrugginito gli si stanno lentamente e inesorabilemte conficcando nella gola?
Stephen Jay Schwartz, giovanotto del New Mexico, già assistente alla regia di Wolfgang Petersen - quello di "Virus Letale" e "Air Force One" - ha confezionato in questo suo esordio su carta stampata davvero un capolavoro di agghiacciante brutalità. Sex addict è un romanzo che t'imbratta, ti lorda, ti si appiccica addosso vischioso. E non tanto per le vivisezioni corporali che letteralmente volano a brandelli dalle trecento pagine e più che lo compongono - mai rincorrendo facili e folcloristike scene pulp fini a loro stesse, peraltro - quanto per la capacità di costruire un thriller psicologico davvero plausibile e sconvolgente. Scava Schwartz, come solo un fine conoscitore della mente umana saprebbe fare, scava andando a insinuarsi nella parte più segreta e inesplorata della nostra psiche. Qui non ci sono un buono, il poliziotto e un cattivo, il serial killer. Qui, in una favolosa e maledetta Los Angeles, non ci sono vittime e carnefici, ma solo colpevoli. La salvezza, la redenzione, l'idea di non essere schiavi di qualcosa, sono tutti concetti da dover ridisegnare. E così il sesso diviene orrore. Diventa solo uno dei possibili strumenti di punizione per se stessi o per gli altri, un'effimera droga capace di gettare uno striminzito velo di piacere sulle nostre reali e più recondite perversioni. Un romanzo teso, duro e scioccante come un'autopsia. Per stomaci forti.

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