Shantaram

Shantaram
Con poco più che una leggera sacca da viaggio, un passaporto falso e una chitarra a tracolla, Gregory approda in una Bombay ancora ben lontana dall’espansione economica e dalla recente globalizzazione. Ha davanti a sé un groviglio di volti, culture, religioni, speranze e alle spalle un passato amaro: attivista politico all’università di Melbourne, studioso di Filosofia e padre di una bimba, ha distrutto la sua vita per i piaceri dell’eroina, trasformandosi in un rapinatore che ha conosciuto le durezze del carcere, prima di evadere e raggiungere l’India. E’ qui che un reietto senza nulla da perdere verrà ribattezzato Shantaram, uomo della pace di Dio, e dimostrerà un coraggio ed una forza d’animo impressionanti. Scortato dalla guida e amico Prabaker, Gregory risiederà in alberghi di pessima categoria e visiterà villaggi spazzati dai monsoni prima di trasferirsi in un capanno al centro dello Slum, in cui, tra pareti di plastica tenute insieme da un’esile struttura di legno, diverrà uno strano medico di base attingendo a poche conoscenze di Medicina e a un’enorme bontà. Ma di notte, abbandonata la tenda, gli intrecci delle vie della città e l’infatuazione per la stupenda e sconosciuta Karla lo porteranno sino alle porte del Leopold: ricettacolo di rifugiati europei e reclusi d’ogni dove dall’oscuro passato. Sarà qui che Gregory intreccerà i rapporti con una malavita locale tanto spietata quanto rispettosa, mossa dalla bramosia di soldi e da ideali religiosi. Immerso in uno dei tanti paradossi dell’India, Gregory ripercorrerà le vie del suo passato, ritroverà le torture di un carcere ancora più duro e spietato, il traffico d’armi e medicinali, le guerre d’Afghanistan e Pakistan, mosso da un’irrequietudine incolmabile e un amore che sembra non potersi realizzare mai pienamente…
Dopo l’arresto a Francoforte nel 1990 e l’estradizione in Australia dove terminerà di scontare la pena, Gregory David Roberts si dedica alla stesura di Shantaram: opera che, più che un romanzo, ha tutti i tratti di un’autobiografia. Acclamato dalla critica internazionale, il libro conosce un successo immediato che ne fa dapprima un bestseller, per poi diventare un film i cui diritti sono stati acquisiti da Johnny Depp - la pellicola, che ha raggiunto un costo per la realizzazione di 100 milioni di dollari, ha subito numerosi ritardi e ad oggi sono ancora incerti gli esiti della trasposizione cinematografica, tra cambio di regia da Peter Weir a Mira Nair, sciopero degli sceneggiatori, parcella troppo onerosa richiesta da Depp o eccessive somiglianze tra il personaggio del protagonista e l’ormai celebre pirata Jack Sparrow. Mentre rimaniamo in attesa delle rispettive scelte di H/B-ollywood, segnaliamo nel 2008 l’uscita in allegato all’opera di un dvd che ripercorre le strade di Bombay a cura di Italo Spinelli e Jan Michelini. Particolare inoltre la reazione del pubblico: se da una parte le vendite non fanno che ribadire il successo e la stragrande maggioranza dei lettori grida al capolavoro, tuttavia non sono rare le critiche all’eccessivo “buonismo di fondo” che muoverebbe l’intero romanzo. Perfetto punto di incontro tra realtà e finzione narrativa, tra uno stile limpido e un racconto scorrevole nonostante le sue 1200 pagine, tra filosofia, religione, amore e vita, noi a un esordiente del calibro di Gregory David Roberts proprio non ce la sentiamo di chiedere di più.

 

 

 
 
 
 
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