Sharp Objects

Sharp Objects

Camille è in redazione e sta scrivendo un articolo di cronaca locale. Scrive per il “Chicago Daily Post”, quarto quotidiano di Chicago per importanza. Il suo direttore Frank Curry la convoca nel suo ufficio. Camille è tranquilla. Ha un ottimo rapporto con Curry e sa che lui crede nelle sue potenzialità. Ciò che manca è una storia, una di quelle che incollino i lettori e ti consacrino come giornalista. Camille sa aspettare e, tutto sommato, la sua vita a Chicago le sta bene esattamente così com’è. Frank Curry ha scovato “la storia” e ha già deciso che Camille sarà la sua inviata. Dovrà tornare in Missouri, a Wind Gap, sua città natale. Camille non torna a casa da otto anni e i suoi contatti con sua madre sono sporadici e estremamente formali. Nessuna delle due riesce a sostenere una conversazione. Figuriamoci vedersi. Tra tutti i luoghi del pianeta, Wind Gap è l’unico posto dove Camille non vorrebbe mai tornare. Eppure una ragazzina è stata uccisa, un’altra – Nathalie Keene – è scomparsa. Curry sente puzza di serial killer, Camille detesta solo l’idea di rivedere Wind Gap. Eppure la mattina seguente è in auto, con una bottiglia di bourbon accanto, direzione Missouri. Non ha avvisato sua madre che soggiornerà a casa loro. Camille immagina lo scompiglio che questo creerà nella vita formale che la sua famiglia conduce. Conoscerà Amma, la sua sorellastra, che non vede da otto anni e che per lei è poco più di una sconosciuta. Cosa sta accadendo a Wind Gap? Chi rapisce e uccide delle ragazzine? Camille riuscirà a restare indenne ai ricordi del suo passato? Si può davvero far pace con tutto ciò che è stato?

Sharp Objects è il primo romanzo di Gillian Flynn, autrice di Gone Girl. L’amore bugiardo, che le è valso un successo planetario. Già edito in Italia nel 2008 e ora ripubblicato da Rizzoli alla vigilia della messa in onda della miniserie tv omonima (una delle serie più attese del 2018), Sharp Objects è un romanzo intenso, che ci lascia senza fiato, sempre in continua tensione. Da un lato la protagonista Camille Preaker lavora e affianca la polizia locale per scoprire chi rapisca e uccida delle ragazzine, dall’altro Camille deve affrontare il suo passato in Missouri, sua madre Adora, motore immobile attorno a cui i ricordi di Camille cominciano ad affiorare. Più i ricordi la assalgono, più Camille si difende bevendo. Ma non lo fanno tutti a Wind Gap? Ognuno ha qualcosa da nascondere, un lato oscuro che stride con le apparenze. La comunità sembra unita: invece è il rancore l’unico vero collante. E Marian? Cosa è successo realmente alla sorella minore di Camille che è improvvisamente deceduta? Gillian Flynn costruisce un romanzo articolato e nello stesso tempo equilibrato nelle sue parti: presente e passato si intrecciano e si avviluppano in una spirale che lascia il lettore in continua tensione. Camille e Adora, sua madre, sono le due protagoniste. Sono, loro malgrado, due donne provate dalla vita, due donne a pezzi, che tentano (ognuna a modo suo) di restare in piedi, di non sgretolarsi. L’autrice statunitense esplora i meandri dell’animo umano, la parte più buia del nostro io, e lo fa con la precisione e l’attenzione di un chirurgo. Sharp Objects è un romanzo che leggerete tutto d’un fiato, senza riuscire mai a staccare gli occhi dalle pagine del libro. Gillian Flynn centra il colpo magistralmente, come solo una grande scrittrice riesce a fare.



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