Siamo stati una famiglia felice

Siamo stati una famiglia felice
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Londra. Cath e Dave sono diventati genitori di Mia: un traguardo raggiunto dopo svariati tentativi di fecondazione artificiale. La piccola riempie la casa di una stanca felicità, una sensazione destinata a durare solo venticinque giorni. Una telefonata annuncia che Mia è affetta da fibrosi cistica, una malattia incurabile che danneggia irrimediabilmente i polmoni. Cath e Dave si ritrovano catapultati in un vortice fatto di visite, esami, ospedali, medicine, numeri e statistiche. Cath sente di non essere forte abbastanza, tanto da trovare sfogo nella distruzione delle medicine della figlia, piuttosto che in una chiacchierata senza fondamento con sua madre Sheila, chiusa nella sua scorza religiosa e nei suoi sensi di colpa. Cath e Dave dovrebbero fare squadra, ma non riescono, si allontanano sempre di più e nemmeno la sorella della donna, Caroline, riesce a ricompattare la coppia e a far capire loro quanto sarebbe importante restare uniti. Cath necessita di informazioni, deve sapere, deve capire, per Mia e per se stessa. Inizia così a frequentare un’associazione benefica, che sostiene la ricerca e le famiglie di bimbi malati di fibrosi cistica. Qui incontra Richard a sua volta padre di Rachel, una ragazzina affetta dalla stessa terribile malattia. Nasce tra loro una grande complicità, un sostegno reciproco, una passione. Cath trova in Richard tutto quello che Dave non riesce più a darle: sensualità, desiderio e rifugio, inconsapevole che per questo pagherà un prezzo altissimo…

La sciagura della malattia che piomba come un macigno sulle vite di Cath e Dave, spezza il legame e la forza che unisce la coppia. Dave si chiude in se stesso, nella sua tristezza, nelle sue speranze più recondite. Cath esplode nella rabbia prima e nella ricerca di un rifugio e di nuove sensazioni dopo. Le emozioni che la donna prova sono in continuo conflitto tra loro: si può essere donna amata e desiderata e una buona madre amorevole e responsabile? Per Cath sembra che una cosa escluda l’altra: la sua vita viaggia tra sensi di colpa e la necessità di trovare conforto. Nel suo romanzo d’esordio Hannah Begbie porta un pezzo della sua vita. L’autrice è madre di un bimbo affetto da fibrosi cistica e collabora nella gestione della Cystic Fibrosis Trust, un’associazione benefica che si occupa di recuperare fondi per la ricerca. La Begbie, con la sua scrittura limpida e snella, consegna al lettore un libro pregno del dolore e delle reazioni umane di due genitori ai quali crolla improvvisamente il mondo addosso. Siamo stati una famiglia felice è il racconto di una malattia, ma vuole soprattutto essere il viaggio nell’animo di una donna combattuta tra la voglia di amare e di amarsi e il desiderio di redenzione. Bella la penna dell’autrice, capace di delineare con dovizia di particolari i contorni dei personaggi, rendendoli potentemente umani, senza mai una volta puntare l’indice accusatore. Una storia angosciante, che diventerà presto un film per la TV, in cui l’urlo della disperazione è elevato all’ennesima potenza nella ricerca della forza e della capacità di reagire.



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