Sicilia a due ruote ‒ Sicilia nel cuore

Sicilia a due ruote ‒ Sicilia nel cuore

Pare che Empedocle abbia deciso di farla finita gettandosi nel cratere dell’Etna, e che il vulcano abbia eruttato di lui solo i famosi sandali, e sebbene Giovanni Vallone non si senta particolarmente attratto dall’ambiente vulcanico vede nel Mongibello una sorta di amica. Per Rai Radio Tre, Rai Uno, i giapponesi, i russi, gli australiani e tanti altri ha raccontato la sua impresa, ovvero esservi giunto un giorno in vetta, all’alba, in sella alla sua moto… Giovanni ha una predilezione per le formiche: gli stanno particolarmente simpatiche. Trova che abbiano un carattere davvero siciliano… Nelle campagne di Chiaramonte Gulfi, nella valle degli ulivi saraceni, un giorno Giovanni incontra un uomo. Ne viene fuori un dialogo pirandelliano… Resuttano è un’enclave al centro dell’isola, un’isola nell’isola, l’unica porzione di terra in provincia di Caltanissetta su un mare, tutto intorno, palermitano… A Piazza Armerina un giorno la signora Marino racconta la sua fuitina, mentre a Piana degli Albanesi Vallone incontra Mario Nicosia, uno dei sopravvissuti alla strage di Portella della Ginestra…

Le vicende prendono le mosse tra l’Etna e Chiaramonte Gulfi, Resuttano, il Belice che ancora oggi porta i segni del terremoto che lo ha colpito mezzo secolo fa, Catania e tanti altri luoghi della Trinacria che Giovanni Vallone – catanese nato a Palermo, scrittore, giornalista, autore di radio e tv, detto, per la sua passione per le due ruote, motoscrittore, ossia un narratore di storie scoperte, nel corso di una pluridecennale e più che soddisfacente carriera, sul campo, microfono in pugno, e tramandate attraverso i molteplici mezzi di comunicazione di massa affinché tutti possano beneficiare di questo patrimonio - ha visitato fin nei più reconditi recessi: sono vicende di pastori, eremiti, anziani, personaggi fuori dall’ordinario e dall’immaginario collettivo e per lo più meramente turistico che sono tutti passeggeri del suo sidecar in volo nel cielo di Sicilia, secondo la definizione che l’autore stesso ama dare. Lo stile è vivace, brillante e ironico, i ritratti sono vividi, gli ambienti e le situazioni sono caratterizzati nel dettaglio, il linguaggio è semplice e chiaro, e racconta il nostro tempo e insieme anche un’umanità pressoché scomparsa, se non nei ricordi e in pochissime testimonianze.



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