Sick City

Sick City
Los Angeles. Mezzogiorno. Jeffrey pensa che è oramai ora di svegliare il vecchio. Ma questi è oramai bello che morto. Jeffrey rimane interdetto per alcuni minuti a fissarlo. Un morto non è certo la prima volta che lo vede, ma se il corpo è quello di uno con cui solo poche ore prima hai scopato... Si specchia nel riflesso del guardaroba di fronte al letto. Il corpo del vecchio immobile, le braccia piene di tatuaggi, le costole sporgenti. Jeffrey copre il cadavere con il lenzuolo e scende di sotto rimuginando sul da farsi. Si versa del caffè, poi chiama Tyler, suo amante occasionale, spiegandogli di Bill morto e tutto il resto. Ma Tyler l'unica cosa che gli riesce a dire è di andarlo a trovare per farsi un po' insieme. Così Jeffrey dopo essere piombato in un sonno catatonico, torna su, va diretto alla cassaforte dell'ex poliziotto e prende mille dollari, tre grammi di coca, trenta di marijuana e il revolver dell'uomo. Poi da un'altra cassaforte prende la cosa più preziosa. Un hard disk, dodici CD rom e sopratutto una vecchia custodia di metallo per film. Dentro, l'ultima performance di Sharon Tate, un inedito della leggenda del cinema trucidata, dal valore inestimabile, mai visto prima da nessuno al mondo. Mette tutto in un trolley di Bill e pensa alla svolta che la sua vita ora, senza il vecchio a fargli da guida, deve necessariamente prendere. Va da Tyler per riordinare un po' le idee e lo trova, neanche a dirlo, strafatto di roba. Sta guardando alla Tv il programma che sta appasionando gli States, "Disintossicare l'America", in cui il dottor Mike da la possibilità ad un manipolo di ex star e starlette della televisione di potersi disintossicare grazie al suo innovativo programma. Jeffrey davanti al sorriso splendente del dottor Mike e al suo show salvavita, ha un'immediata illuminazione...
Cinico e provocatorio come un acido corrosivo, Tony O'Neill – ex musicista balzato alle cronache letterarie nel 2006 grazie alle sue esperienze di tossicodipendente narrate nel suo romanzo autobiografico d'esordio Digging the vein - tira sberle narrative per tutte le oltre trecento pagine del romanzo, lasciandoti alla fine tramortito e inebriato. La penna di O'Neill infatti raschia le pagine e ti trascina in un universo in cui l'eccesso, la droga, lo sballo, la follia sono gli ingredienti base di una storia marcia dell'America d'oggi. Il teatro è manco a dirlo una Los Angeles degradata e malata, crocevia di vicende estreme e disperate in cui s'incontrano le anime dei due protagonisti della storia. Il marchettaro Jeffrey, fragile e spaesato nordirlandese che si ritrova senza  arte né parte dopo l'improvvisa dipartita del vecchio pappone e amante Bill - ex poliziotto corrotto e depravato improvvisamente trovato morto nel letto della sua principesca villa sulla Pacific Coast Highway - e il rampollo di buona famiglia Randal, figlio del più importante magnate cinematografico di Hollywood, costretto suo malgrado a disintossicarsi dopo la morte del padre, per volere di suo fratello. In mezzo il patinato dottor Mike e il suo reality per riabilitare i famosi caduti in disgrazia, che sta letteralmente facendo impazzire un'America sempre più decotta e guardona, e un inestimabile tesoro – il filmato inedito di un'orgia tra le star più famose del firmamento hollywoodiano - che finito nelle mani dei due protagonisti diviene, manco a dirlo, l'ennesima roulette russa da spararsi ad occhi chiusi, tutta d'un fiato.

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