Sillabario goloso

Sillabario goloso
Leopold Bloom, indimenticabile protagonista dell’Ulisse di James Joyce,  per prima colazione amava gustare rognoni di castrato alla griglia (alla faccia del salutismo), mentre il giovane Werther dell’omonimo romanzo si innamora di Charlotte quando la vede preparare le tartine per i bambini: galeotto fu il burro insomma, almeno secondo l’interpretazione dell’opera di Goethe data da un altro scrittore, Dumas padre. E se tutti si ricordano dell’ossessione di James Bond per i vodka martini – serviti rigorosamente “agitati, ma non mescolati” – pochi forse rammentano che il suo piatto preferito sono le uova strapazzate, come spiega Ian Fleming in Casino Royale, il primo libro della saga dedicata a 007. Per non parlare della passione dell’investigatore Pepe Carvalho per la buona tavola, che fanno assomigliare i gialli di Manuel Vazquez Montalban a un manuale di cucina per raffinati gourmet: provate a leggerne uno senza farvi assalire dalla fame. Se volete stupire i vostri amici con un piatto delizioso e fare anche la figura degli intellettuali, cercate la ricetta del risotto alla milanese di Gadda, per altro dettagliatissima: uno degli esempi più alti di come scrivere letteratura parlando di cucina, citata anche da Italo Calvino nelle sue Lezioni americane...
>Sarà perché gli scrittori sono ghiotti e non solo di parole, sarà perché cucinare e mangiare sono tra le azioni più radicate nella natura umana, ma i romanzi d’ogni tempo sono sempre stati infarciti di cuochi, pranzi, cene, cocktail e consigli gastronomici. Lo sanno bene gli autori di Sillabario goloso, che impiegano più di 300 pagine per raccogliere con ironia (e io aggiungerei anche con amore) gli esempi più belli e divertenti del rapporto tra il cibo e la letteratura. Questa singolare e divertente raccolta mette insieme menù e consigli di lettura: leggendolo vi verrà voglia di precipitarvi a fare la spesa e in libreria, per divorare i piatti proposti e anche i libri da cui sono tratti. Dalla colazione della mattina agli spuntini del nottambulo, il Sillabario percorre tutto l’arco della giornata tra aneddoti, citazioni, curiosità e curiosità. La più golosa? Le ostriche al tartufo, omaggio al Marchese de Sade che era “un’ottima forchetta, appassionato di buona cucina almeno tanto quanto di sodomia” e durante la sua prigionia alla Bastiglia si deliziava con i frutti di mare, accompagnati da un Claret di Borgona. Il menù più spassoso è invece quello proposto dal genio della comicità P. G. Wodehouse: il cibo gioca un ruolo fondamentale nella vita del suo giovane eroe Bertie, gentiluomo pelandrone e ricchissimo, che per tirarsi fuori dai guai ne Il codice dei Wooster escogita rielabora a modo suo un sontuoso banchetto francese. Leggere per ridere.

 

 

 

 
 
 
 
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