Sinai

Sinai
Febbraio 2013. A Fusine Laghi, in provincia di Udine, è caduto più di un metro di neve. È ora di chiudere la valigia, la partenza è ormai imminente, la meta però è quanto mai insolita per Nives Meroi e suo marito Romano Benet. Per la prima volta non sono diretti verso le montagne più alte del mondo, ma verso il deserto. Stavolta è il Monte Sinai ad attenderli. Nives ha scalato undici delle quattordici vette nel mondo che superano gli ottomila metri, ma stavolta la spedizione ha un sapore completamente diverso. Mentre Nives si inerpica sul monte su cui Mosè avrebbe ricevuto le tavole dei dieci comandamenti, Vito Mancuso ha il compito di spiegare, Pentateuco e testi antichi alla mano, i significati religiosi e gli archetipi non solo riguardanti il Monte Sinai o Horeb, ma tutte le montagne sacre ad ogni culto. Comparando l’Esodo e il Deuteronomio ci mostra interpretazioni diverse delle leggi di Dio che sembrano così tanto leggi degli uomini per gli uomini…
Affascinante punto di vista doppio, quello che ci regalano la alpinista e il teologo, appunti su un taccuino da viaggio per Nives Meroi e profonda conoscenza dei testi sacri per Vito Mancuso, pensatore spesso molto discusso. Lo sguardo di una donna abituata all’aria rarefatta delle vette himalayane è ora pronto ad aspettare che la luce sorga per abbracciare “l’oceano di montagne fino all’orizzonte”. Tra i ricordi delle sue scalate più impegnative e le bellissime immagini scattate dal marito Romano Benet, il suo messaggio risuona chiaro come un’eco quando ci dice “nemmeno in cima alle montagne più alte della Terra mi è passato per la testa di alzare le braccia in segno di trionfo; semmai accovacciata a terra, mi è sempre venuto spontaneo un grazie”.

 

 

 

 
 
 
 
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