Siria ‒ La guerra segreta dell’Intelligence

Siria ‒ La guerra segreta dell’Intelligence

Spesso l’apparenza inganna. Le ragioni del conflitto siriano a prima vista sembrano chiare, la lotta del Free Syrian Army contro il Presidente Bashar al-Assad. La realtà è però molto più melmosa. Sullo sfondo della guerra civile siriana si sono intrecciati complessi interessi economici e geopolitici che l’hanno resa giorno dopo giorno più estenuante e sanguinosa. Tutto ha inizio nel 2009 quando viene scoperto un vasto giacimento di gas naturali in una zona del Golfo Persico di pertinenza di Qatar e Iran, i quali sviluppano due progetti concorrenziali di trasporto della preziosa risorsa energetica verso l’Europa, la Qatar-Turkey pipeline e l’Islamic pipeline. L’appoggio di Assad al piano iraniano fa precipitare la situazione con il pronto intervento degli Usa a sostegno di Qatar e Arabia Saudita, a cui si contrappone la Russia di Putin da sempre alleata di Damasco. Al di là dei rispettivi legami politici, entrambe le superpotenze non vogliono perdere il controllo su un’area strategica e commerciale fondamentale. Obiettivo americano è destabilizzare il regime Ba'th, portando al rovesciamento di Assad e alla creazione di un nuovo stato accondiscendente a Washington. A rendere torbido il quadro è il movimentismo della CIA la quale dà vita all’operazione “Timber Sycamore”, che finanzia e addestra gruppi jihādisti, molti dei quali diventeranno cellule del futuro stato dell’ISIS…

C’è la guerra a campo aperto, con gli eserciti che si fronteggiano l’uno davanti all’altro, e la guerra sporca, oscura, condotta dai servizi segreti, dalle spie, dai contractors, dalla cyber intelligence. È una guerra invisibile, una “casa degli specchi”, dove le prospettive cambiano di continuo, gli amici possono da un momento all’altro diventare nemici e viceversa, le immagini reali si confondono con immagini riflesse. In un quadro di questo tipo contano sempre di meno strategie e tattiche militari così come la potenza degli armamenti. A fare la differenza sono l’uso delle informazioni e la manipolazione dell’opinione pubblica. Gli scenari bellici nella sostanza non sono più dettati dagli stati maggiori, bensì dalle agenzie di intelligence, non dai generali ma da uomini seduti dietro una scrivania o davanti a un computer. In Siria Andrea Foffano svela questo mondo sommerso, ambiguo e pericoloso, che mette spietatamente in pratica il modello di “guerra per procura”, consistente nell’appoggiare finanziariamente e logisticamente ora l’uno o l’altro dei contendenti, poco importa se a volte siano gruppi terroristici. Leggendo Siria si ha l’impressione di trovarsi nelle atmosfere nere e aggrovigliate di film come Nessuna verità di Ridley Scott o Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow. Quello è però solo cinema, la realtà sono le vittime innocenti che pagano un conto salatissimo per decisioni prese nell’ombra da persone senza identità.



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