Skyland - La guerra dell’acqua

Luglio 2078. Una catastrofe ha colpito la Terra, che ora rischia di scomparire sotto la pioggia di lava che ha investito l’Inghilterra. La dottoressa Lily Carlyle è costretta a una manovra d’atterraggio improvvisa insieme con il suo pilota Sven ed entrambi, increduli, si ritrovano vivi sulla terraferma. Con loro anche dei sopravvissuti che riescono a dare speranza per un futuro, sebbene la situazione sia oramai quasi compromessa. L’intera umanità rischia di restare senza cibo né acqua e quando la popolazione se ne accorgerà si scatenerà inevitabilmente una guerra per la sopravvivenza tra gli uomini. 2252. Duecento anni dopo inizia l’avventura nello spazio dei giovani Lorenzo e Vèro, con il primo che anela l’amore di lei, che però sarà costretta a ricacciarlo dopo i primi tentativi. Esercitazioni di volo per i giovanissimi ragazzi che nei Cieli Oceanici della Base Atlantys si preparano a ogni evenienza. Esperimenti di sopravvivenza e di socializzazione che verranno interrotti dall’imminente battaglia. L’intera popolazione viene convocata per un’assemblea straordinaria nella quale vengono decifrati dei documenti firmati dalla dottoressa Lily Carlyle: la storia conferma che duecento anni prima la Terra era ricoperta in gran parte di acqua, prima della comparsa di Skyland. Quell’acqua esiste ancora da qualche parte e bisogna trovarla prima che lo facciano i ribelli. Inizia così la guerra dell’acqua…
Si chiude qui la trilogia di Skyland, che riesce finalmente a suggellare tutte le storie lasciate insolute nel corso dei due precedenti libri. David Carlyle (pseudonimo di Davide Morosinotto) porta a compimento le vicende amorose - poco mascolinamente condotte e ribadite in apertura di terzo capitolo in maniera eccessivamente melensa - inoltre di conclusione si parla, ma soltanto dal punto di vista temporale, perché narrativamente manca il quid dell’intera questione. La saga, sottolineiamo, nasce da una serie a cartoni animati ideata e prodotta in Francia dalla Moonscoop, che ha deciso di affidare la trasposizione letteraria all’autore padovano, al quale è stata data libertà di azione nella riproposizione dei protagonisti e di alcuni punti salienti della trama, cercando di imbastire qualcosa di più “adult” rispetto allo spunto originale. I dialoghi, decisamente un punto a sfavore della narrazione, spesso vengono mostrati come spezzati per favorire la tensione, il pathos, ma il risultato è opposto: la gestione risulta approssimativa e lo stile, che potrebbe anche risultare essere giovanile e molto brioso, non fa altro che sembrare infantile. Le continue battutine acide tra adolescenti fanno del terzo capitolo di Skyland un romanzo rosa, lasciando in secondo piano la distopia, che forse l’autore avrebbe voluto al centro della narrazione. O almeno si spera lo volesse. I tre protagonisti non si fanno toccare con mano né si lasciano amare: stereotipati e troppo vicini a quelli che sono i ragazzi dei giorni nostri, non offrono nulla di futuristico o di fantascientificamente rilevante. Da apprezzare, però, l’intenzione di ricreare gli intrecci di trama in vari piani di narrazione: una tecnica complessa e che sicuramente ha portato l’autore a un lavoro non indifferente, tra l’altro funzionale. Ma il più grande problema di Morosinotto/Carlyle è l’indecisione del pubblico cui rivolgersi: se da un lato il linguaggio è leggero e per niente impegnativo, quindi rivolto a un pubblico giovane, dall’altro presenta spesso delle spine e delle rugosità di espressione, quasi rivolte a temi duri e volgari. Skyland - La guerra dell’acqua è un libro indeciso, insomma, che vale l’acquisto esclusivamente per chiudere la trilogia precedentemente iniziata, anche se con qualche lacuna e con qualche difetto in più rispetto alle precedenti due uscite. D’altronde il post-apocalittico così narrato non regala nulla, tantomeno riesce a insegnare altro.

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