Smamma

Smamma
“Io ti amo, a volte, non posso negarlo. Ma per la maggior parte del tempo, io ti odio”. Poche, pochissime madri si azzarderebbero ad esprimere a voce alta quello che invece è per molte una verità grande come una casa. Sì, perché in questo caso l’oggetto dell’amore/odio è proprio il figlio, Mino, i cui diciassette anni portano con sé una serie di comportamenti - tra cui scarsi risultati a scuola e poco rispetto per l’autorità genitoriale - tipici dell’età, certo, ma comunque insopportabili. E se le parole del futuro marito Gi sono indubbiamente vere, (“Non c’è lieto fine nel rapporto fra una madre e un figlio adolescente. Il lieto fine è la fine dell’adolescenza”) lei, la madre, non si rassegna. Conscia delle proprie mancanze e insicurezze (non è forse vero che la nonna, la temibile Macchianera, passa di nascosto cibo “proibito” a Mino per timore che lei non lo nutra a sufficienza? Per non parlare poi delle torte preparate della Cameo, che nessuna madre che si rispetti si sognerebbe di servire alla propria prole!) su consiglio di un’amica si iscrive al fantomatico corso sul “Metodo dello specialista tedesco”,  un percorso per genitori che - in teoria - dovrebbe aiutarla a trovare nuovi e più efficaci modi per trattare il figliolo ribelle...
Irriverente, comico e sincero: ecco Smamma, il primo romanzo di Valentina Diana, attrice, drammaturga e poetessa (se potete, recuperate la sua bella silloge Tre ore di notte e un pezzo del mattino). Una sorta di diario di una madre e delle sue lotte con il figlio, che, lungi dall’essere semplicemente un adolescente svogliato e ribelle, diventa attraverso la lente attenta della scrittura, un alieno, un territorio inesplorato, una sfida quotidiana, una persona che si pensava di conoscere ma che rivela continuamente altri spiazzanti aspetti della propria personalità. È brava Valentina Diana a definire non solo Mino, ma anche il compagno Gi, la nonna Macchianera col marito il Meschino, i partecipanti al corso dello specialista tedesco: personaggi che le fanno da contorno ma che contribuiscono alla percezione che lei ha di sé come madre. E si ride tanto in questo romanzo, ci si immedesima con la madre anche senza volerlo, e si riflette - anche se non si è genitori -  su come cambiano gli adolescenti ma soprattutto su come sia necessario mettersi continuamente in discussione per affrontare una tappa dura, ma inevitabile. Consigliato.

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