So tutto di te

L’impiegata londinese Zoe Walker ogni santo giorno va al lavoro – un’ora ad andare, un’ora a tornare – in affollati vagoni della metropolitana. È “addestrata” quindi a scavarsi una nicchia sicura tenendo stretta a sé la borsa, a fendere la folla di pendolari e turisti, a schivare passeggini e biciclette, a scalare scale mobili rotte con le sue scarpe senza tacco, a individuare ed evitare borseggiatori e tipi strani. Lavora all’agenzia immobiliare “Hallow & Reed”, si occupa della contabilità: non sarebbe male, se non fosse per le pretese del suo capo, che spesso le accolla mansioni che non le spetterebbero, anche molto umili. Ma d’altronde quei soldi le servono come il pane: è separata dal marito, il tassista Matt, e non le va per niente di approfittare troppo dello stipendio del suo nuovo compagno, il remissivo Simon, che lavora nella redazione del “Telegraph”. Il figlio di Zoe, Julian, un ragazzo problematico e ribelle, sembra aver trovato finalmente pace da quando la loro vicina di casa Melissa gli ha offerto un posto come barista in uno dei suoi due locali, quello di Anerley Road; la figlia Katie fa la cameriera ma vorrebbe fare l’attrice e fa un provino dopo l’altro, mentre Zoe vorrebbe che si iscrivesse ad un più prosaico corso per segretarie. I soldi comunque – tra mutuo della casa e bollette da pagare – non bastano mai, quindi non è il caso di fare troppo le difficili e ben vengano il caffè portato al suo capo, le pulizie del bagno che una volta ha avuto l’ardire di chiederle e le fotocopie interminabili. Una mattina come tante altre, anzi una più fortunata di altre perché ha trovato un posto a sedere in metropolitana e sta sfogliando la “London Gazette” in santa pace, Zoe si imbatte nella pubblicità di un sito di incontri, www.findtheone.com: non ha nulla di speciale, è uguale a tutte le pubblicità del genere, c’è un breve testo ammiccante, un numero a pagamento e la foto di una donna sui quarant’anni, una MILF, come dicono oggi. Il problema è che la donna nella foto è proprio lei…

La nostra vita – almeno nelle grandi metropoli occidentali – è imperniata sulla routine. Funzionale ma anche alienante, la ripetizione ossessiva di percorsi e azioni è una cosa che ci dà molta sicurezza. La prospettiva quindi che la nostra routine quotidiana si trasformi in una fonte di insicurezza, in un pericolo, è davvero terrorizzante. E proprio su questo lavora la britannica Clare MacKintosh, scrittrice a tempo pieno dal 2011 dopo dodici anni di lavoro in Polizia. È convinta che inanellando giornate tutte uguali potremmo finire per fornire indizi ad eventuali malintenzionati, per diventare prede facili. Succede questo a un gruppo di donne londinesi, perseguitate da un maniaco che pubblica loro foto rubate su una free press da metropolitana a corredo di falsi annunci per adulti e poi dà loro la caccia. Tra di loro la protagonista Zoe, una donna normalissima che per prima intuisce lo schema nascosto dietro a crimini apparentemente casuali e riesce a convincere Kelly, una poliziotta dalla carriera tormentata che è stata confinata nella Squadra antiborseggiatori ed è in cerca del suo riscatto professionale ed umano. A piacere di So tutto di te, che pure viaggia ad un buon ritmo e si giova di un plot che “regge” fino alle ultime pagine, è soprattutto la plausibilità, quel senso di quotidianità che deriva dall’ambientazione e dal ricorrere ossessivo di un tema sul quale nei romanzi spesso si glissa: i soldi. Se ne parla spesso invece in queste pagine, come accade nelle famiglie normali: il lavoro che c’è e non c’è, il mutuo, le bollette, le tensioni con i figli che non trovano ancora la loro strada. La Mackintosh sublima questo senso di insicurezza e lo trasforma in una parabola inquietante perfetta per i vostri viaggi in metropolitana, treno o autobus.

LEGGI L’INTERVISTA A CLARE MACKINTOSH



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