Socrate, per esempio

Socrate, per esempio

Se la filosofia è nata a Mileto, non è proprio un caso: Mileto infatti è greca ma non proprio, è una colonia sulla costa asiatica dove i Greci (profughi dopo il crollo della civiltà micenea) si mescolano con Fenici, Persiani e indigeni. In questa città caotica e multiculturale, fatta di immigrati e commercianti, si aggirano i primi filosofi della storia. Intanto c’è Talete, quello che a tutti a scuola ricordano come “quello dell’acqua”, ma che prima di cercare il principio logico di tutte le cose se ne era andato in Egitto a studiare praticissimi teoremi. Se Talete rimpicciolisce il mondo e lo rende misurabile (e scusate se è poco) il suo allievo Anassimandro si dedica a disegnare mappe geografiche, strumenti di conoscenza e potere politico; Anassimandro, come un Darwin dei tempi andati, concepì anche una prima teoria evoluzionistica che ci vedeva, non a caso, discendere dai pesci. Ippodemo, invece, era un filosofo-urbanista (suo è il porto di Atene), anche lui sempre in viaggio: se ne andava a fondare colonie che non fossero solo modelli di buona progettazione ma anche di buona società, alla ricerca di una città strutturata per formare perfetti cittadini (ci proverà più tardi anche Platone). I filosofi, dall’Asia, alla Magna Grecia, alla rinomatissima Atene, sono ovviamente moltissimi, famosi e meno famosi: c’è quel rompiballe di Zenone, padre della dialettica, della confutazione, e di paradossi che hanno fatto impazzire i matematici per secoli. C’è Anassagora che, tra un processo e l’altro, “inventò” la materia secoli prima di Lavoisier…

Premessa. Socrate, per esempio non è la serie di tomi firmati dalla premiata coppia Abbagnano-Fornero (sui quali tutti dovremmo studiare per imparare la filosofia come Cristo comanda), ma è un libro che ha tanti (ma proprio tanti) pregi. È simpatico ma non semplicistico, scorrevole, da mettere in borsa e tirare fuori ogni tanto, tra un treno e l’altro, o da tenere sul comodino… e soprattutto, porca miseria, la voglia di studiare filosofia te la fa venire sul serio: e Dio sa se non ce n’è bisogno. Questo perché, prima di studiare i pensieri dovremmo capire gli uomini, da dove vengono fuori, e la Vaglio è bravissima a legare la filosofia alla storia. La Grecia classica non era solo Atene: andava dalle coste dell’Asia a quelle dell’Italia e alle città-stato del continente. Fare il filosofo in Grecia spesso significava fare più di un mestiere, destreggiarsi tra un tiranno e l’altro, tra una guerra e un’alleanza. Non era insomma una vita tutta rose, fiori e simposi. Fare il filosofo era un mestiere pericoloso, nel quale bisognava tirare fuori a fatica l’ordine dal caos, il razionale dall’irrazionale. E poi si è mai sentito di un filosofo bello e tranquillo? I filosofi sono collerici, innamorati, testardi, spregiudicati… ce n’è per tutti i gusti. Se avete sempre pensato che la filosofia è una gran bella cosa ma che non fa per voi questo libro vi farà cambiare idea. La filosofia serve a tutti. Socrate, per esempio non sarà un manuale esaustivo, ma è pur sempre un inizio.



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