Sogni antichi e moderni

Sogni antichi e moderni

Quando l’oscurità della notte spegne i nostri occhi e scioglie le membra affaticate, sciami di sogni provenienti da anditi sconosciuti sorvolano il mare e la terra e vengono ad adunarsi sui rami dormienti della nostra mente. Azioni compiute, passioni provate, libri letti, personaggi evocati, paesi visitati, persone incontrate, e memorie storiche esumate accompagnano il lento flusso del sonno componendo ritratti frastagliati e scenari dai contorni sbiaditi, evocando indefiniti prodigi spalancati davanti al desiderio. In tal modo, come un fedele compagno, il sogno prende dimora nel nostro sonno fin dall’antichità. Da questo assunto parte l’autore per incamminarsi in un viaggio analitico, di eterno itinerante annotare, attorno all’universo dei libri. Insostituibili, fedeli e preziosi compagni di un’avventura che prende il suo abbrivo dalla lettura del libro di Giobbe, il cui testo è talmente difficoltoso che spiegarlo è ‒ per dirlo con le parole di San Gerolamo – come cercare di tenere ferma tra le mani un’anguilla o una piccola murena. Quindi prosegue attraverso la rappresentazione vasta e polimorfa che ne diedero gli antichi Greci fino a risalire, lungo le diverse epoche, alla grande letteratura. Quella che ha cercato di mettere fin qui in salvo la profondità dell’introspezione dalla concezione arida e schematica della psicologia e favorirne una rigogliosa efflorescenza sulle distese ardite della letteratura…

Pietro Citati è un critico letterario molto amato per il suo stile capace di indurre una grande fascinazione nel lettore e per la tecnica raffinata ma pacata con cui di volta in volta ci suggerisce un modo diverso di visitare i libri rispetto a quello tradizionale e frettoloso cui siamo abituati. Nella corposa raccolta di saggi che compone la sua ultima opera, egli impegna la sua competenza di studioso in una rivisitazione del tema dei sogni che dal mondo antico giunge fino a quello moderno. Un percorso suggestivo tra impressioni ed evocazioni suscitati dall’immenso retaggio delle letture, tra approfondimenti critici relativi alla storia della letteratura. Citati entra ed esce dai libri come se stesse visitando dei musei, ne evoca le storie come un’attenta guida turistica e, senza che egli lo abbia voluto, ne raccomanda la lettura come il più coscienzioso dei precettori. Ne interroga gli autori e raccoglie le voci dei loro personaggi. Ne consulta le pagine come farebbe un marinaio alle prese con delle mappe, prima di intraprendere una navigazione. E alla fine della lettura di questo nuovo meraviglioso saggio, il senso complessivo che si ricava è un omaggio alla polivalenza dei libri che sembra rigenerarsi nel passare del tempo e offrire sempre nuove opportunità al piacere della lettura.



 

 

 

 
 
 
 

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