Solo una vita

Solo una vita

Marta è una ragazza tenace, determinate e innamorata. Ha sedici anni e dalla sua finestra, dietro le tende velate, può scorgere tutti i giorni Paolo, il ragazzo di sei anni più grande di lei che si diverte a giocare a calcio nel piccolo campo sportivo del paese sul quale la stanza di lei si affaccia. Si diverte anche a lanciarle sguardi, Paolo. Lui che a scuola non ci va più, che ha preso tutta un’altra strada e gode di dubbia fama tra la gente del posto, compresi i genitori della ragazza. La mattina che il murales scritto da lui davanti all’uscita dell’istituto scolastico che Marta frequenta esplicita a caratteri cubitali, oltre alla sua veemenza, la passione che nutre per lei, i due decidono di fidanzarsi. Devono tenere tutto segreto Marta e Paolo, nessuno vorrebbe verderli insieme, una ragazza per bene e un disadattato, assassino di un padre manesco e crudele, ma pur sempre assassino. Si vogliono molto bene, ma il giorno in cui Marta deve recarsi fuori città per qualche giorno Paolo non riesce a tenere per sé la paura di rimanere senza di lei anche per poco, la segue di nascosto. Il ragazzo è morbosamente geloso, Marta lo capisce, eppure non si fa scoraggiare dalla cosa, anzi, escono allo scoperto e si sposano. Ma non era semplice dimostrazione di un’irruenza nell’amore quella di lui, e non cogliere l’avvisaglia del pericolo rischia di farla pagare alla ragazza molto cara…

Mariuccia La Manna per la sua opera prima edita da Bonfirraro nella collana Futura si schiera contro un tema attuale, un problema sempre più scottante e sempre meno vicino alla risoluzione. La violenza sulle donne, e in particolare la violenza domestica. L’autrice difende a denti serrati e con una rabbia piuttosto personale “la sola vita” che una donna ha per dedicarsi a sé stessa, alla propria esistenza, insomma l’unica occasione e il diritto che ognuna ha di vivere. La Sicilia è lo sfondo scenografico di una vicenda trattata come un problema tuttaltro che dipendente da dinamiche sociali, relativo invece a meccaniche del tutto personali, di gestione di equilibri interiori della relazione universale uomo-donna. È una storia di rispetto di sé che invita ad interrogarsi sull’essenza vera dell’amore; quanto è necessario prendere coscienza dell’indispensabilità di felicità e positività nella definizione di questo sentimento e quanto sia invece una questione differente e malata quella della dipendenza e del malessere taciuto. Ci mette tutto il cuore questo Solo una vita nel raccontare la storia di una donna intelligente che pure la paura è riuscita quasi ad annientare. Il lessico è molto acerbo, il modo di narrare tanto lineare, ma una voce in più non fa male, soprattuto se viene da una donna giovane, non saranno mai troppe le parole spese per ribadire e ricordare ad ogni donna che è necessario non perdere di vista il proprio io, le proprie esigenze, non annientarsi e annientare il proprio futuro.



 

 

 

 
 
 
 

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