Sono nato in America… - Interviste 1951-1985

Sono nato in America… - Interviste 1951-1985
Una ricco corpus di interviste torna a dare voce a uno degli scrittori italiani più emblematici della seconda metà del Novecento. Un uomo diverso dalla vulgata e indifferente ai riti mondani, un sapiente umanista affetto da una sorta di religiosità letteraria, da un amore devoto per il cinema, il teatro e per tutto ciò che costituisce il patrimonio culturale. Ma nello stesso tempo curioso di sé e degli altri, intellettuale attento e protagonista del proprio tempo. Le interviste disegnano un suggestivo percorso tra impressioni di vita e ricordi suscitati dalla lettura, tra testimonianze storiche e approfondimenti critici relativi al mondo della letteratura, tra riflessioni acute e profonde sulla lingua che – a suo dire – deve essere semplice e priva di pesanti orpelli retorici, tra confessioni sulla difficoltosa pratica della parola scritta e l’astiosa riluttanza per quella parlata. Esse confermano la caratteristica disponibilità creativa del letterato che indaga, traduce e commenta tanto gli amati autori classici: da Ariosto a Leopardi, da Stendhal a Flaubert, da Stevenson a Conrad; quanto quelli a lui contemporanei: da Pavese a Fenoglio, da Pasolini a Sciascia, da Montale a Valery, da Borges a Nabokov…  
Italo Calvino (Santiago de Las Vegas 1923 – Roma 1985) ha attraversato un quarantennio della cultura italiana e internazionale, riflettendola in romanzi e racconti famosissimi, interpretandola in saggi e articoli altrettanto celebri. Ne sono ulteriore  testimonianza queste sue 101 interviste che Luca Baranelli ha recuperato negli archivi di vari giornali e riviste, a cui vennero rilasciate tra il 1951 e il 1985. La Mondadori le ripropone ora al lettore in un succulento e corposo volume, introdotto dalla stimolate prefazione di Mario Barenghi,  Le interviste si spingono ben oltre la letteratura, per raccontare in forma quasi autobiografica le esperienze dell’uomo e insieme il percorso dello scrittore. Vi sfilano, come in un documentario d’autore, gli anni della guerra e quelli dell’impegno politico, la stagione del terrorismo e quella del “neo-individualismo”, immagini delle città amate e squarci di memoria in cui l’America funziona da specchio per alcune riflessioni sul nostro paese. Il lettore, che vorrà ripercorrerle o leggerle per la prima volta, proverà la felice sensazione di trovarsi tra le mani una biografia originale e godibile. 

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