Sono puri i loro sogni

Sono puri i loro sogni

Primo giorno di scuola: i genitori accompagnano i pargoli fin dentro la classe, subissando loro e le maestre di raccomandazioni. Li aspettano all’uscita, arrivando con più di mezz’ora d’anticipo. Centosette fotografie a futura memoria di quella giornata. Eppure ciascuno di loro ha un ricordo ben diverso di quando, da bambino, ha fatto ingresso nel mondo della scuola: niente lacrime, niente preoccupazioni. Una sola foto, sbiadita, in bianco e nero. Ma l’inizio dell’esperienza scolastica è anticipato, per i genitori, al mese di gennaio: le pratiche d’iscrizione si accompagnano alle numerose domande riguardo la futura organizzazione familiare funzionale alla vita scolastica. In passato tutto era certamente più semplice e definito con chiarezza: orario unico, pranzo a casa, compiti e poi pomeriggi di gioco. Anche, e soprattutto, il rapporto con i docenti è cambiato, capovolgendone la prospettiva: arrivare a mettere in discussione l’autorità scolastica diventa la radice dell’arroganza e dell’aggressività dei ragazzi, che si esprime in atti di bullismo nei confronti dei compagni ma oggi, sempre più, anche nei confronti degli insegnanti. Lo sforzo immane dei genitori nel proteggere i loro figli da qualsiasi difficoltà non fa altro che confondere ancora di più un contesto relazionale e civile già in crisi. Cosa è accaduto ai genitori? La lunga e appassionata lettera di un genitore può aiutare a sbrogliare la matassa…

Qualcosa si è inceppato nel rapporto tra la famiglia e l’istituzione scolastica. La sacrosanta e positiva partecipazione dei genitori alla vita scolastica si trasforma, troppo spesso, in critica e conflitto. Matteo Bussola, architetto e fumettista, ma soprattutto padre di tre figlie, cerca, da genitore, di trovarne le radici e di proporre anche possibili soluzioni. All’autore di questa preziosa lettera aperta ai genitori di oggi, va riconosciuto il merito di un discorso onesto e profondo, attento ai dettagli che, sebbene ricco di aneddoti divertenti, raccontati con leggerezza ed ironia, sottende una interessante riflessione pedagogica. Un racconto alla pari, da genitore a genitore, fatto di storie comuni, di quotidianità mai banali: suggerimenti semplici e diretti, lontani dalle barbose lezioni cattedratiche sulla genitorialità. La scuola è, infatti, esperienza dell’altro, relazione, regole, rispetto. Elementi che sembrano essersi persi strada facendo. La differenza è tutta nella distanza: oggi i genitori scambiano l’amore con il mettersi davanti, nel tentativo di proteggere. Senza considerare che le difficoltà sono strumento imprescindibile di crescita. E in questo processo di crescita scuola e famiglia, da sempre, sono sulla stessa barca. Oggi però, è necessario ritrovare il ritmo comune per tornare a remare insieme.



 

 

 

 
 
 
 

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