Sospetto

Suo padre gli diceva spesso che era un idiota. Un idiota ad amare il deserto, un idiota ad aver lasciato la scuola, un idiota ad essersi arruolato nell’esercito. Figuriamoci cosa avrebbe detto adesso che Ogden Walker faceva il vicesceriffo a Plata, New Mexico, terra di bifolchi e cafoni, un cazzo di posto in cui non succede mai niente, lui figlio di un nero e di una bianca, senza particolari capacità investigative né tanta voglia di usare le armi. Forse è davvero un idiota, tutto sommato. Di sicuro è così che si sta sentendo ora. È stato da Mrs. Bickers poco fa per capire che diavolo è successo la notte scorsa: l’anziana ha sparato due colpi attraverso la porta di casa per colpire uno sconosciuto del quale non c’è nessuna traccia. Ogden ha sequestrato la pistola alla donna, che lo ha trattato freddamente e ha risposto a monosillabi alle sue domande: del resto è risaputo in paese che la Bickers non ama i neri. Dopo aver interrogato i vicini, Ogden si è fermato a guardare da lontano la villetta della signora e ha deciso di tornarci: c’era qualcosa che non gli tornava. E ora ha scoperto che di Mrs. Bickers non c’è più traccia. Eppure di casa non è uscita, l’avrebbe vista. Sul pavimento in compenso c’è la sua gatta, strangolata…
Questi tre racconti ambientati nella località immaginaria di Plata (Una difficile somiglianza, La mia cugina americana e Il cambio – in questi casi si dice, chissà poi perché, “legati tra loro come un romanzo”, anche se non è vero) rappresenteranno forse una lettura un po’ frustrante per chi è abituato alle dinamiche usuali del genere noir. Del resto non ci si poteva attendere qualcosa di canonico e prevedibile da Percival Everett, geniaccio della letteratura statunitense contemporanea, che qui conferma la sua ecletticità. Nessuno sperimentalismo linguistico e stilistico, sia chiaro, solo una narrazione pacata ed estremamente realistica, priva di qualsiasi cliché. Ogden Walker - che pare essere l’unico nero in una provincia remota abitata da bianchi, ispanici e nativi - è un detective suo malgrado, che indaga come potrebbe farlo ognuno di noi, senza intuizioni geniali, scazzottate o acrobazie. Più impiegato che superuomo, il protagonista nasconde un segreto che deflagrerà nel finale del terzo racconto, spiazzando inesorabilmente qualsiasi lettore (il titolo originale Assumption, nella sua ambiguità lessicale, offre un indizio che nella traduzione italiana si perde). Ascesa e caduta di un uomo qualunque.

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