Sotto cieli rossi

Sotto cieli rossi
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Estate 1988: Shumin Kan commette l’unico crimine della sua vita, capisce di essere incinta del secondo figlio. Da cinque anni in Cina vige la rigorosissima e iper-propangandata politica del figlio unico e lei vive, come da tradizione, con l’umile famiglia del marito, contadini che hanno bisogno di manodopera nelle risaie (ciononostante, contro ogni parere, si è ricavata anche un posto da supplente in una scuola, la sua passione) e di sicuro non gradiranno una bocca in più da sfamare, senza contare la multa che dovranno pagare per il suo reato... Come nascondere la gravidanza, come sfuggire ai controlli dei funzionari? Ci mancherebbe poi nascesse femmina, anche se Shumin desidererebbe così tanto lo fosse! Marzo 1989: alle 3.15 nasce Chaoqun (“fuori dal coro”) Kan, una bambina. Solo per essere nata costa alla famiglia 6.000 yuan, i risparmi di una vita: l’esistenza di Chaoqun inizia già in debito nei confronti della società perché lei è “di troppo”. Fortunatamente ha ereditato il carattere ostinato, caparbio e testardo della madre, che in tutti i modi cerca di garantirle una vita migliore della sua. Lei desidera ardentemente una vita migliore di quella che “tradizionalmente” spetta a una donna e, forse, il vento in Cina sta lentamente cambiando direzione (4 giugno 1989, piazza Tienanmen), dall’Occidente arrivano folate di novità, vere boccate di aria fresca. Chaoqun capisce piano piano che direzione prendere, chi diventare: sarà una scrittrice e si chiamerà Karoline Kan...

La storia individuale si intreccia alla Storia con la maiuscola in questa autobiografia che alterna la freschezza della gioventù (delle mode da seguire, dei primi amori, della scoperta dell’alcol… insomma, quella di ognuno di noi) alle vicende di un Paese dalle tradizioni e dal passato tanto affascinanti quanto complicati. Karoline, assieme agli altri millennial cinesi, è l’emblema di un profondo cambiamento (talvolta doloroso, come quasi ogni cambiamento) iniziato e fortemente voluto da una generazione “di passaggio”, che tenta di liberarsi degli aspetti più vincolanti della propria cultura e salvarne, invece, la bellezza, le peculiarità, il fascino appunto. In realtà, non tutti riescono a sfuggire dalle maglie strette della tradizione e, quando questo avviene, Chaoqun-Karoline ne racconta con profondo dispiacere, come se qualcuno rimanesse indietro nella corsa al riscatto. Alla fine, Sotto cieli rossi è davvero una storia di riscatto, che emana da ogni parola di Karoline, così come dallo stile veloce e acceso, di chi ha voglia di raccontare. È la rivincita sua, di sua madre (lei non esisterebbe senza il coraggio e la testardaggine di una figura per cui si provano ammirazione e rispetto totali!), di donne che possono diventare altro che mogli e madri, di ragazzi liberi di fare il lavoro che desiderano, e non svolgere per forza la professione imposta dalle proprie origini, di generazioni sempre più proiettate in avanti ma anche verso l’esterno… Sotto cieli rossi è la Storia del Riscatto, con tutte le maiuscole.



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