Sotto lo stesso tetto

Sotto lo stesso tetto
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Lila e Robert un tempo erano sposati. Dal loro matrimonio sono nate tre figlie: Emma, Quinn e Mattie. Poi Lila ha sposato Adam ‒ che aveva già due figli, Esther e George ‒ e da lui ha avuto Ray. Robert invece ha sposato Evie ed ha avuto Sasha. Il rapporto tra Lila e Robert è tutt’altro che amichevole e la vecchia casa di Wainscott a Long Island, appartenuta alla famiglia di Lila ma salvata da Robert, è diventata una vera e propria arena nella quale i due e coniugi si scontrano. Lì a turno vivono i due nuovi nuclei familiari, ci trascorrono la metà delle vacanze e la metà dei fine settimana senza mai incontrarsi. E se le figlie si spostano più o meno docilmente da un genitore all’altro Sasha e Ray non si sono mai incontrati anche se abitano a turno nella stessa camera nella casa delle vacanze. Lì sono cresciuti, lì hanno condiviso giochi, libri, spazi ed hanno imparato a familiarizzare pur senza conoscersi. Ma tutti i difficili equilibri mantenuti intatti durante gli anni stanno per crollare. Emma si è innamorata per la prima volta, Mattie conosce un uomo pronto a ribaltare le sue convinzioni, Quinn ha il dono di leggere dentro le persone e Sasha e Ray si incontrano ad una festa decisi a conoscersi meglio anche contro le imposizioni delle rispettive famiglie. Bramano di rivedersi e l’occasione per farlo non tarda ad arrivare con una festa organizzata per festeggiare il fidanzamento di Emma...

Ann Brashares, autrice del bestseller Quattro amiche e un paio di jeans come ben viene evidenziato sulla copertina, torna con un nuovo romanzo dal titolo italiano Sotto lo stesso tetto, molto meno evocativo e calzante dell’originale The whole thing toghether, che meglio riesce a cogliere la complessità e le tante sfaccettature di questa storia che sa dosare con perizia ironia e amore, mistero e preoccupazione, rabbia e rinunce. Attraverso le voci dei tanti protagonisti ‒ e proprio per non far confusione o sentirci disorientati l’autrice ci regala una piccola legenda in cui vengono schematizzati i reciproci rapporti di parentela ‒ entriamo nelle complesse dinamiche di relazioni che si sono cristallizzate negli anni senza apparente possibilità di cambiamento. Una lettura, questa, che prende le distanze dalla copertina, che non coglie l’essenza del libro, che potrebbe essere associato erroneamente ad un filone di narrativa rivolta prettamente ad un pubblico femminile o peggio ancora ai romanzi chick-lit, per regalarci una storia delicata e commuovente capace di strappare tanti sorrisi, qualche lacrima e regalarci un po’ di speranza.



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