Sotto terra

Sotto terra

Una simpatica cittadina Cleary, poco a nord della Grande Mela. A John Pellam e Marty Jacobs, due “location scout”, sembra che il posto sia perfetto per la produzione di Sotto terra, un film dei Big Mountaine Studios. Sono a buon punto con la ricerca, mancano pochi posti e poi il lavoro sarà finito. Nonostante la cittadina sembri uscita direttamente dagli anni ’50, il clima non è esattamente rilassato: i due vengono guardati con un vago sospetto e il camper su cui viaggiano viene presto vandalizzato con scritte piuttosto esplicite. Niente di cui preoccuparsi eccessivamente, ma le cose cambiano quando John viene investito. Nessun danno grave, ma mentre si trova nell’ambulatorio dove vogliono trattenerlo per almeno una notte a Pellam viene comunicato che il suo amico ha avuto un incidente: l’auto su cui si trovava si è incendiata ed è morto, il fatto che avesse della droga fa precipitare le cose. Gli “inviti” ad andarsene diventano a quel punto espliciti, fino a negare le autorizzazioni a girare qualsivoglia film e a concludere in fretta e furia, praticamente senza farle, le indagini sulla morte di Marty, nonostante Pellam sia sicuro che l’amico non avesse droga e sia certo che l’incidente è stato provocato. L’impossibilità di girare il film provoca il licenziamento del Location scout che però rimane in città per capire chi e perché avesse interesse a uccidere Marty e impedire la realizzazione del film…

Primo romanzo di una trilogia con protagonista John Pellam, il romanzo risale al 1992 – ma è stato pubblicato in Italia la prima volta nel 2006 e successivamente ristampato – quando Deaver aveva da poco deciso che non voleva fare solo il giornalista ma dedicarsi alla scrittura. Il talento è palpabile già in questi primi romanzi, storie che hanno una partenza lenta, un po’ vaga e poi prendono corpo pagina dopo pagina fino a diventare densissimi. Lo schema è un po’ quello delle lavagne che i lettori hanno imparato a conoscere con il capitano Rhyme: si parte da un posto (la scena del crimine), e via via si aggiungono indizi su indizi fino ad arrivare ad avere un quadro così chiaro che il nome del colpevole può essere uno solo. La cittadina è la scena del crimine, anche se solo supposto visto che all’inizio si parla di incidente e Pellam pur non essendo né un poliziotto né un detective si comporta come tale seguendo il suo istinto, intuendo e cercando prove a sostegno della sua tesi. Un giallo anomalo in cui manca il caso e manca chi indaga ma in cui si susseguono i colpi di scena le scoperte tanto da renderlo un thriller a tutti gli effetti. Della trilogia di Pellam fanno parte anche Fiume di sangue e L’ultimo copione di John Pellam. Una lettura che non ha niente da invidiare alla più longeva e conosciuta serie del maestro Deaver.



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