Space is the place

Space is the place

Lo spazio. Quanti filosofi e scienziati ne hanno parlato? Innumerevoli. Platone, Pitagora, Tolomeo ed il suo sistema contrastato da Galileo, poi a sua volta costretto ad abiurare per non finire al rogo. Poi Cusano, Bruno, Copernico, Keplero, Newton, Albert Einstein, che un po’ ha destabilizzato tutti con la teoria della relatività, fino ad arrivare a Stephen Hawking, uno dei più brillanti scienziati del secondo dopoguerra, ancora in vita. E non solo loro, ma anche gli scrittori ed i poeti, insomma, gli intellettuali. Dante, Ariosto, Leopardi, Wells, Asimov, Calvino e le sue Cosmicomiche. C’è poi una categoria di persone, un mestiere in particolare, che dello spazio ne ha parlato e riparlato, forse anche più di tutti questi di cui sopra. Si tratta dei musicisti e dei loro spartiti, delle loro voci, composizioni ed incisioni. E questa gente non ha esplorato lo spazio fisicamente, come Gagarin o Armstrong, né lo ha studiato a lungo, ma l’ha saputo vedere e far vedere tramite le emozioni...

Si può raccontare lo spazio tramite la musica? E la musica tramite lo spazio? Sì. Non sono io a dirlo – cioè, dopo aver letto il libro anche la mia risposta è positiva – ma Massimo Padalino, celebre critico musicale italiano, collaboratore tra gli altri del quotidiano “il Manifesto”. La musica qui è il filo conduttore che collega i vari elementi ed avvenimenti, più o meno misteriosi, dell’Universo. Per fare questo “viaggio” (e le virgolette qui ci stanno tutte, visto l’approccio psichedelico) Padalino non poteva non partire dal musicista più cosmologo che ci sia, cioè Sun Ra (al secolo Herman Poole Blount, filosofo e visionario cosmico, profondamente influenzato dal mondo che sta sopra di noi), dal cui album del ‘73 è stato “rubato” il titolo del libro. Ma la cosmic music non è solo Sun Ra. No. La musica cosmica ha le sue basi nell’Antico Egitto, la si trova nei compositori tardo rinascimentali, in Debussy, nei Daft Punk, nei Beatles, in David Bowie. Tutti a modo loro – il Duca Bianco forse più di altri – hanno provato a spiegare cosa intendono loro per spazio, cosa si aspettano da ciò che si trova oltre la nostra atmosfera, fisicamente e metaforicamente. Non solo qualcosa di vuoto e misterioso, ma anche qualcosa di affascinante e stimolante. Marte, il Sole, Venere, tutti i pianeti, poi lo zodiaco, i marziani, l’astrologia, i buchi neri e la quarta dimensione. C’è un modo semplice di capire tutto questo. Basta andare su YouTube e infilare le cuffie.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER