Sparire

Sparire
Nella odierna repubblica Ceca vive una famiglia di quattro persone. Il padre è un allenatore di atletica, con la premura costante di vestire e allenare i figli come si deve. La madre è un’insegnante. Martin  e Jacob sono i due loro figli. Il primo è versato allo sport, a differenza del secondo. Un giorno Jacob ha un incidente ad una gamba, e si conquista tutta l’attenzione della madre. Intanto, Martin cova un disagio e un giorno sparisce… Pavlina e Vojta sono due fratelli. Lei ama la cucina ed è piuttosto in carne, lui è magrissimo, odia il lardo e ha la passione del collezionismo di navi. Vivono il loro quotidiano fra continue ripicche, nelle quali ricordano che hanno padri diversi. La litigiosità continua fino a quando Pavlina vive una delusione sentimentale, accorgendosi che il fratello è sparito… Hanka è reduce dal funerale del padre Vladimir. Si fa coraggio e apre la casetta del genitore, iniziando a rovistare alla ricerca di qualcosa. Nella sua mente rimbomba intensamente l’incontro che ha avuto alle esequie con l’ex moglie di Vladimir. La donna le parla delle lettere che le inviava il padre scomparso…
Questo trittico di racconti, premiato come miglior libro nella Repubblica Ceca nel 2010, colpisce per la capacità di tenere alta l’attenzione senza il ricorso a sensazionali colpi di teatro, a volte banalmente consolatori, per vicende umane che in realtà meritano di rimanere inconcluse, dunque enigmatiche. Petra Soukupova guarda in faccia quella Medusa che si chiama “famiglia” con la forza di chi vuole affrontare il dolore delle relazioni senza l’ossequio ipocrita verso ruoli esistenziali, spesso rispettati più per tradizione che per autentica stima. La citazione di Gellner con cui si apre il libro è il nucleo che identifica questi tre lunghi racconti: maglio sarebbe sparire dalle persone care e da se stessi. Con una prosa personale, dall’andamento spezzata ma dall’esito finale organico(grazie ad un uso sapiente del periodare breve) e un lessico gergale adattato alle storie con abilità sartoriale, questa autrice ceca classe 1982 dice la sua sulla famiglia, le sue trappole, le sue guerre contradditorie, lasciandoci dentro alcuni interrogativi: Che fare quando l’inaspettato piomba sui nostri “familiari nemici quotidiani”? Ne siamo così indifferenti? Soprattutto: quando si è ormai adulti e il passato bussa alla nostra porta con il volto di  lettere sconosciute, quanto ci  costa aprirle?

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