Sparta e Atene

Sparta e Atene

Dopo aver combattuto congiuntamente e sconfitto a Maratona, a Salamina e a Platea l’offensiva della flotta e delle forze armate del potente Impero persiano rivolta contro la Grecia, le strade di Sparta e Atene si dividono. Gli esponenti al potere nella prima città sono convinti di avere ormai allontanata la minaccia del nemico in maniera definitiva; quelli della seconda di doverlo ancora contenere mediante la costituzione della Lega di Delo. Sparta si chiude all’interno di un sistema politico e sociale di natura oligarchica, nel quale un piccolo gruppo di famiglie esercita il proprio potere all’interno e nei confronti delle altre città del Peloponneso imponendo l’idea della propria imbattibilità militare. Non è battuta alcuna moneta e l’economia si basa sugli scambi personali, il favore rituale, il baratto. Atene, ben al contrario, è una città dinamica e complessa. L’ordinamento politico vara un nuovo sistema che verrà denominato democratico e l’ambiente culturale è in pieno fermento in particolare sul piano filosofico, teatrale e scultoreo. Ma la sua crescita economica, spinta dal commercio navale, diviene un fardello per gli alleati e un incubo per Sparta, che dal 431 al 404 a.C. le vedrà scontrarsi in una lunga guerra…

I libri di Sergio Valzania ‒ giornalista, autore radiotelevisivo e scrittore di numerosi testi di storia nato a Firenze nel 1951 – non passano inosservati. Il segreto del loro interesse è costituito da una miscela perfetta tra erudizione, doti narrative e capacità di appassionare il lettore mostrandogli squarci di passato che assomigliano al mondo contemporaneo. Anche in questo volumetto, pur smilzo e discreto come una giornata di sole in pieno inverno, racconta le antiche vicende legate alla lunga contesa che vide contrapposte Sparta e Atene sul piano militare ma anche e soprattutto su quello culturale e civile, che tuttavia hanno qualcosa di famigliare con la nostra epoca. Non solo per la semplice ragione che di essa sarebbero l’origine, che quei lontani fatti avrebbero influenzato in modo duraturo e profondo la storia dell’Occidente; ma anche perché il vasto campionario umano di allora e le questioni con cui furono chiamati a confrontarsi, le modalità adottate per affrontarle appaiono ai nostri occhi non poi così dissimili da quelle odierne. La prosa colloquiale e ammiccante di Valzania, pur essendo cornice di una ricostruzione rigorosa, consentono all’autore di offrire un libro erudito e brillante da fare invidia a qualunque altro storico di professione. Lo leggerete con passione da pagina 11 a pagina 151, l’ultima.



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