Spigoli

Spigoli
Ti sei appena laureato in Lettere, e di conseguenza, hai ben poche speranze di occupazione nel Bel Paese; hai un passaporto americano perché un ramo del tuo grande albero genealogico, quello materno, cresce sulle rive meno note dell’Hudson, nella periferica Yonkers, di fronte ai boschi del New Jersey; hai una certa dose di sana incoscienza e curiosità verso il mondo intero. Decidi quindi di partire per gli Stati Uniti che in parte sono anche casa tua per cercare di sbarcare il lunario. È, tutti dicono, la terra delle opportunità. In effetti è l’unico luogo in cui si possa passare in pochi mesi dai piatti di chicken parmisan e i bicchieri di Chianti de “La Piadina”, ristorante simil-italiano gestito da georgiani, con cuochi messicani, a professore di lingua italiana nella New York University. La tua permanenza lì però si trasformerà in un altro tipo di viaggio: quello in cui in un appartamento sgangherato in una zona che diventerà presto cool, circondato da hipster con il nuovo Mac, tra un radiatore che perde e una coinquilina bellissima, capisci improvvisamente chi sei…
Un diario di viaggio che va dal 5 ottobre 2006 al 27 maggio 2007, ma che contiene molto di più di un semplice racconto documentaristico. C’è, infatti, tutto il retaggio familiare di Devor De Pascalis, con tutti gli strampalati personaggi che lo compongono, ma, soprattutto, la sua formazione romana, - fatta di “seghe” a scuola verso Ostia e giri in motorino per la città - e la sua educazione americana, che gli permette di conoscere le sfumature e le “spigolosità” che compongono la Grande Mela. Una lettura veloce ed esilarante, contraddistinta da un linguaggio diretto e da una narrazione veloce, elementi cardine del formato blog da cui questo libro è tratto. Da bravo sceneggiatore, De Pascalis riesce a tenere viva l’attenzione del lettore, scegliendo di parlare in seconda persona, scelta forse rara nel mondo letterario italiano. Da tenere d’occhio anche i dieci consigli finali su cosa fare o vedere a New York, perché esulano decisamente dai suggerimenti tipici che si possono trovare in una più “ortodossa” guida turistica.

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