Spillover

spillover

Il 7 settembre 1994, in un sobborgo della città australiana di Brisbane, Hendra, una splendida ex cavalla da corsa incinta comincia a mostrare strani sintomi: suda a profusione, sembra stanchissima, ha rigonfiamenti a labbra, palpebre e mascella, rifiuta il cibo. Viene chiamato il veterinario, che fa alla cavalla un’iniezione di antibiotici e una di analgesici. Alle quattro di mattina l’animale inizia a smaniare, scalciare, si ferisce cadendo e muore dopo una veloce ma atroce agonia. La causa della morte rimane ignota, si sospetta il morso di un serpente. Dopo qualche giorno, altri cavalli dell’allevamento presentano gli stessi sintomi. Non è stato un serpente, quindi: è qualcosa di contagioso. Dodici purosangue muoiono, e dalle autopsie non emerge nulla di chiaro. A questo punto, si ammalano il padrone dell’allevamento e uno stalliere. Il primo, dopo una settimana in ospedale, muore con i polmoni pieni di sangue. L’altro si salva a fatica. Gli ufficiali sanitari raccolgono campioni biologici da tutte le vittime, equine e umane, e trovano un virus. Una specie nuova, che i ricercatori non hanno mai visto, simile a quelli del morbillo e del cimurro. Ma da dove è venuto fuori questo nuovo killer? Dove se ne sta quando non è occupato ad ammazzare uomini e cavalli? La risposta è all’ombra di un grande Ficus macrophylla, sotto l cui fronde i cavalli dell’allevamento contaminato trovavano riparo dal feroce sole australiano. Il “maledetto albero dove stavano i pipistrelli”…

“Zoonosi” è un termine che pochi conoscono, ma è una parola destinata a diventare assai più comune nel corso di questo secolo, è “una parola del futuro”. Una zoonosi è una malattia trasmissibile dagli altri animali all’uomo e viceversa, mentre il termine che descrive il salto di un patogeno da una specie all’altra e il radicamento nel nuovo organismo come agente infettivo è “spillover”. Un fenomeno strano, raro o poco importante, che riguarda solo allevatori e poche altre categorie professionali? Giudicate voi. Ebola è una zoonosi, e zoonosi sono la peste bubbonica, l’influenza (compresa la spagnola, che fece circa 50 milioni di morti nel 1918-1919 in Europa), l’AIDS e la rabbia (che detiene tra tutte le malattie infettive il sinistro record del tasso di mortalità, superiore al 99%). Le zoonosi possono essere causate da virus, batteri, funghi, protisti, prioni e vermi. I virus sono quelli che danno più problemi. Si evolvono con molta rapidità, non sono sensibili agli antibiotici, sono a volte molto difficili da individuare: e tuttavia sono esseri semplici quanto letali. Capitolo dopo capitolo con David Quammen, inviato di National Geographic da decenni, percorriamo una galleria da incubo di zoonosi come Hendra, Ebola, malaria da plasmodium knowlesi, SARS, febbre Q, psittacosi, malattia di Lyme, herpes B, rabbia, spumavirus, Marburg, Duvenhage, Menangle, Tioman, Melaka, Nipah, AIDS. Per ognuna aneddoti, storia, indagini, congetture, opinioni di esperti e – nei casi più fascinosi – reportage sul posto condotti nei luoghi dei focolai epidemici dallo stesso autore. Un saggio affascinante, istruttivo, facile da leggere e comprendere ma soprattutto spaventoso.



 

 

 

 
 
 
 

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