Star Wars - Il potere della forza II

Star Wars - Il potere della forza II
Dopo la battaglia finale contro Darth Vader e l’Imperatore, Starkiller è stato clonato dallo stesso Vader per tornare a servire il Lato Oscuro della Forza. L’operazione di ‘rimessa in vita’ dell’apprendista segreto sul pianeta acquatico di Kamino non va a buon fine, almeno per il famigerato signore del male: il giovane si ribella infatti al potere malvagio che lo vorrebbe conformare a seguire pedissequamente gli ordini del Lato Oscuro. Starkiller cerca infatti la sua libertà, ribellandosi al maestro, e riportando alla memoria il suo perduto amore Juno Eclipse, pilota e capitano ribelle della navicella Salvation, con cui ha già combattuto a lungo nella galassia. Grazie ai suoi poteri, riesce ad avere la meglio su Vader (anche se non lo uccide), scappa dal laboratorio e con il caccia privato TIE del maestro parte per cercare la giovane ribelle. L’unica persona che lo può aiutare è il Generale Rahm Kota, Maestro Jedi con cui ha iniziato a sperimentare l’offensiva al Potere Oscuro. L’ombra di Vader aleggia lungo tutti gli spostamenti galattici del giovane Starkiller e proprio quando la Forza lo condurrà ad un passo dalla sua amata, si dovrà di nuovo confrontare con la sua nemesi...
Il sequel del primo libro di Williams è stato uno dei bestseller del New York Times, cosa sorprendente per noi lettori italiani, che di science fiction non vediamo l’ombra in classifica da decenni. Sarà il successo del nome-logo Star Wars, sarà il boom del videogioco a cui la serie di libri è associata, ma trovare in classifica un libro che segue le vicende di personaggi virtuali è da noi pura utopia. Gli ingredienti non si discostano molto dal primo episodio, anche se in questo secondo volume l’ambientazione platform/sparatutto sembra avere la meglio, aumentando il ritmo e lasciando perdere le discussioni politiche su Impero, Morte Nera e Lati Oscuri. Il viaggio di Starkiller verso la sua amata si conclude con un finale sospeso e forse per gli amanti della Saga di Guerre Stellari è fonte di aspettative irrinunciabili. Per essere la trasposizione su carta di un videogioco fila che è un piacere, tra ologrammi, viaggi iperspaziali, scene di lotta con le spade laser e altri paraphernalia epico-fantascientifici (tra cui l’apparizione dell’immenso Yoda), ma non cercate in queste trecento pagine descrizioni da Premio Hugo. Parafrasando i Rolling Stones It’s only science fiction, but I like it! 

 

 

 
 
 
 

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