Star Wars - Il ritorno dello Jedi

Star Wars Episodio VI – Il ritorno dello Jedi
Autore: 
Traduzione di: 
Editore: 
Articolo di: 

In orbita stazionaria attorno alla luna boscosa di Endor è in costruzione una stazione spaziale da battaglia simile a un piccolo pianeta: la seconda Morte Nera, apparentemente uguale alla prima – distrutta dalle forze della Ribellione qualche anno prima – ma in realtà dotata di una potenza più che raddoppiata. A bordo di un incrociatore imperiale è arrivato sulla stazione spaziale Dart Fener, braccio destro dell’Imperatore, spietato ex Jedi convertito al Lato Oscuro della Forza e alla causa dei Sith. Nell’enorme hangar di attracco centinaia di soldati sono schierati in formazione per riceverlo degnamente. Il comandante della Morte Nera, Moff Jerjerrod, sente scalfirsi la sua proverbiale e arrogante durezza: una visita del Signore Oscuro non è cosa da prendersi alla leggera. Fener va subito al punto, senza convenevoli: l’Imperatore è preoccupato per la lentezza dei lavori di costruzione della seconda Morte Nera, anche perché ha ricevuto un’informazione segreta secondo la quale i ribelli hanno radunato una enorme flotta spaziale e vogliono sferrare un attacco alle forze imperiali. Quindi, il malvagio sovrano ha deciso di ispezionare il cantiere quanto prima. Jerjerrod sente un brivido lungo la schiena: si raddoppieranno gli sforzi, assicura a Fener. Intanto sul pianeta Tatooine i due droidi R2-D2 e C-3PO, dopo aver percorso una lunga strada polverosa in mezzo ad un paesaggio desertico, giungono al palazzo di Jabba the Hut, un boss potentissimo che vive in quella remota fortezza circondato da una corte costituita dalla peggiore feccia della galassia. La loro missione è semplice eppure pericolosissima: devono consegnare a Jabba un messaggio da parte di Luke Skywalker, che chiederà la restituzione di Ian Solo, che Jabba tiene prigioniero congelato in un blocco di grafite, a causa di certi debiti mai saldati dal contrabbandiere corelliano. Qualche mese prima Lando Carlissian - che si sente ancora profondamente in colpa per la sorte toccata al suo amico Solo - si è infiltrato alla corte di Jabba, ma qualcosa deve essere andato storto perché di lui non si sono più avute notizie…

Libro più venduto del 1983 negli Stati Uniti, la novelization di Star Wars Episodio VI – Il ritorno dello Jedi è come è ovvio molto fedele alla versione cinematografica, fatte salve alcune difformità nel plot e soprattutto nei toni. Per quanto riguarda la trama vera e propria, più che differenze potremmo definirle espansioni, soprattutto nei dialoghi (Obi-Wan mentre racconta il suo passato a Luke Skywalker, l’imperatore mentre si congratula con Luke per la sua capacità di dominare la Forza, gli Ewoks capaci di lunghi e articolati discorsi), nel maggiore spazio dato ad alcuni personaggi (ad esempio il sadico comandante delle truppe imperiali Moff Jerjerrod, o Lando Carlissian) e nel famoso accenno alle circostanze in cui Dart Fener è stato mutilato e sfigurato che in effetti George Lucas ha poi ripreso esattamente uguale sul grande schermo in Star Wars Episodio III – La vendetta dei Sith, ben tredici anni dopo. Lo stile narrativo di James Kahn, ex medico e onesto mestierante della sceneggiatura televisiva (Star Trek: The Next Generation, Xena principessa guerriera, TekWar, All My Children), è comunque in generale più “adulto” della sceneggiatura originale: per dirne una, si allude qua e là a scene di sesso che accanto agli zuccherosi peluche ambulanti Ewoks sul grande schermo avrebbero probabilmente stonato – o forse no, chissà. Della trilogia originale, la novelization meno riuscita.



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER