Stato di paura

Stato di paura
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Il miliardario George Morton è tra i principali finanziatori del National Environmental Resource Fund, una associazione ambientalista impegnata da anni nella denuncia dei guasti prodotti dalle emissioni incontrollate di anidride carbonica e diretta da Nicholas Drake, ex avvocato di successo e abile raccoglitore di fondi. Peter Evans, giovane avvocato di Morton, ha la strana sensazione che il suo cliente voglia smettere di appoggiare la causa ambientalista per qualche misterioso motivo e che lobby sconosciute vogliano impedirglielo. Intanto l’agente segreto Kenner indaga su strane manovre che fanno pensare che un gruppo ecoterrorista stia preparando un’azione eclatante...

Michael Crichton ha il dono e la maledizione di essere sempre all’avanguardia, costantemente con i denti ben piantati nella next big thing di turno. Così negli anni ha saputo offrire di volta in volta al vastissimo pubblico dei suoi lettori visioni quasi profetiche sul boom di internet, sulla nanotecnologia, sulla fisica quantistica, sulla sicurezza aerea e su un mucchio di altre cose. Stavolta il bel Michael si caccia in un bel ginepraio con un romanzo che esprime una posizione estremamente critica nei confronti dell’allarme sul surriscaldamento globale. In altre parole, secondo Crichton, che cita decine di studi scientifici pubblicati dal fior fiore delle riviste specializzate, esiste una lobby ambientalista che sta facendo passare, bombardando l’opinione pubblica, una tesi falsa, e cioè che i cambiamenti climatici in atto siano dovuti ad un progressivo innalzamento della temperatura terrestre causato dall’effetto serra innescato dalle emissioni di anidride carbonica prodotte dalle attività industriali ed urbane. Ma a quale scopo, e grazie a quali complicità, visto che i poteri forti dovrebbero essere dalla parte dei CO2 boys? Ecco che entra in campo la teoria del cosiddetto Stato di paura, che dà il titolo al romanzo. Dati alla mano, si nota che è solo dal 1989 che i mass-media cominciano a occuparsi di emergenze ambientali, a utilizzare i termini ‘catastrofe’, ‘cataclisma’, ‘emergenza’ riferiti alle condizioni meteorologiche, a insistere sul tema ecologia. Da cosa nasce questo improvviso interesse ? Da una cospirazione politica. Dalla necessità di far vivere i cittadini dell’emisfero Occidentale nella paura di qualcosa che non poteva più essere l’URSS, dopo la Caduta del Muro di Berlino. Il potere reazionario ci tiene a guinzaglio con il controllo sociale, e le sue armi sono le false fobie create dai mass-media, troppo corrotti e approssimativi per verificare la fondatezza di alcuni luoghi comuni. Un libro politically uncorrect che ha i suoi punti di forza nei momenti di divulgazione scientifica e nella esposizione di una delle teorie del complotto più fascinose degli ultimi tempi e il suo punto di debolezza nelle scene d’azione da B-movie, quasi tutte malgestite e prive di mordente.



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