Stella distante

Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

1972, Cile. Tra i ragazzi che frequentano il seminario di Poesia di Juan Stein a Concepción, “la cosiddetta capitale del Sud”, ce n’è uno che ha un fascino particolare. Si fa chiamare (e non “si chiama”, perché negli anni successivi sarà conosciuto con un altro nome, Carlos Wieder) Alberto Ruiz-Tagle, non parla molto, si definisce autodidatta ma appare molto colto e ricco: è alto, magro e bello. I compagni ne sono molto gelosi: il motivo principale sono le sorelle Garmendia, Veronica e Angelica, gemelle monozigote bellissime, “certi giorni così uguali che era impossibile distinguerle e certi altri giorni (ma soprattutto certe altre notti) così diverse che sembravano reciprocamente due sconosciute, se non due nemiche”. Alberto Ruiz-Tagle va a letto con almeno una delle gemelle e tratta tutti gli altri con una sorta di “cordialità distante”, non ha veri amici, è serioso e misurato, se non proprio freddo. I ragazzi e le ragazze del seminario sono tutti di sinistra, chi più chi meno, lui no: persino il suo modo di parlare è diverso, niente gergo marxista ma uno spagnolo un po’ vecchio stampo. Eppure il mistero più grande tra quelli che riguardano Alberto Ruiz-Tagle è il suo appartamento: quando qualcuno va a trovarlo sembra che la casa sia stata “preparata”, disposta per l’occhio del visitatore. L’appartamento appare a tutti troppo vuoto, con spazi dove chiaramente manca qualcosa, strani rumori soffocati che arrivano dalle altre stanze. Sembra che in quella casa spoglia sia in agguato una creatura infernale, sia nascosto un pericolo mortale…

Dalla poesia (il governo di Salvador Allende) alla prosa (il brutale regime del generale Pinochet), dall’illusione alla disillusione, dalle speranze giovanili al cinismo e al disincanto adulto: ecco il viaggio dolente del narratore di questo romanzo, uno dei meno conosciuti di Roberto Bolaño eppure uno dei più paradigmatici e riusciti. Al centro della storia però non ci sono la malinconia degli esiliati cileni né la politica – almeno apparentemente: c’è invece la figura inquietante di una sorta di futurista serial killer, un poeta aviatore che a bordo di un Messerschmitt 109 traccia versi di fumo nel cielo e a tempo perso tortura e massacra oppositori della dittatura militare cilena, pretendendo di rintracciare segni di poesia anche in quel sangue e in quel dolore. In un brevissimo prologo sospeso tra realtà e fiction (ma sbilanciato a ben vedere decisamente verso quest’ultima) lo stesso Bolaño racconta come il romanzo sia una sorta di spin-off del suo La letteratura nazista in America, nell’ultimo capitolo del quale si racconta brevemente la storia del tenente Carlos Ramírez Hoffman delle Forze Aeree Cilene. “Questa storia me l’aveva riferita il mio compatriota Arturo B, veterano delle guerre fiorite e suicida in Africa, che non rimase soddisfatto del risultato finale”. Bolaño quindi afferma di essersi chiuso per un mese e mezzo in casa a scrivere con Arturo B questo romanzo, “sotto la detta-tura dei suoi sogni e dei suoi incubi”. Enrique Vila-Matas ha dato una versione molto diversa della gestazione di Stella distante: “L’editore spagnolo Herralde aveva chiesto a Bolaño se avesse un manoscritto pronto per la pubblicazione e lui aveva detto di sì anche se non era vero, così si vide costretto a scrivere un romanzo in sole tre settimane – un record”. Come spesso accade con i romanzi del compianto scrittore cileno, questo è anche un noir e soprattutto nella parte iniziale e nel finale il meccanismo narrativo si regge molto sul senso di mistero, mentre la parte centrale è più visionaria. Un’alternanza di atmosfere e stile che rende questo libro ancor più affascinante.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER