Storia della commedia sexy all’italiana ‒ Da Sergio Martino a Nello Rossati

Storia della commedia sexy all’italiana ‒ Da Sergio Martino a Nello Rossati

La commedia erotica, detta anche commedia sexy o commedia “scollacciata”, deriva dalla commedia all’italiana e presenta una commistione di diversi generi cine-letterari. A partire dagli anni ’70 si rinvengono i primi esempi di questo nuovo genere, figlio degli insuccessi del cinema di casa nostra rispetto alle roboanti messinscene hollywoodiane. Rispetto agli altri generi che bene o male reggevano il confronto con le produzioni Made in USA, quantomeno sul piano degli incassi (Fulci e D’Amato) se non sul piano della qualità (Leone e Argento su tutti) bisogna in primo luogo dire che la commedia sexy è un prodotto italiano al 100%, con quel mix di situazioni, personaggi ed equivoci che derivano in tutto e per tutto dalla commedia, genere in cui siamo ancora insuperati maestri. Si parte dalla commedia dunque, ma la si declina in chiave erotica, ammiccando all’immaginario di un’epoca appena toccata dalla rivoluzione sessuale, in cui seni al vento, intimo sexy e procacità assortite si traducono in film dai titoli ammiccanti e buffi come Giovannona Coscialunga disonorata con onore, oppure Quel gran pezzo dell’Ubalda, tutta nuda e tutta calda e via di seguito, all’insegna di un equilibrato mix tra farsa ed erotismo, in cui oltre alla bellezza emergono attori e registi di culto che hanno ispirato e continuano a ispirare insospettabili cineasti contemporanei…

Il traduttore, editore, scrittore ed esperto di cinema Gordiano Lupi, che già si è cimentato in una Storia del cinema horror italiano in cinque volumi, ha deciso di far luce su un altro dei generi più vituperati e meno apprezzati della settima arte nostrana, la cosiddetta commedia sexy. In questo primo volume si approfondiscono le filmografia dei registi Sergio Martino, Nando Cicero, Mariano Laurenti, Michele Massimo Tarantini e Nello Rossati e tale analisi è svolta in maniera certosina e appassionata, sfruttando uno schema enciclopedico già apprezzato nelle precedenti pubblicazioni. Non si può certo dire che a Lupi manchi il coraggio, proprio come non mancò ad affermati registi quali Quentin Tarantino ed Eli Roth (pare che W la foca di Nando Cicero sia uno dei suoi film preferiti) quando sdoganarono B-Movies, film di genere e trash made in Italy nello sperticato citazionismo delle loro pellicole più o meno riuscite. La commedia sexy è quel genere cinematografico che tutti hanno visto ma che nessuno ha il coraggio di ammettere di aver visto, quasi lo si dovesse sbirciare dal buco della serratura, al pari di una delle tante scene clichè presenti in questi film, dove l’Alvaro Vitali di turno rimane turbato (per non attingere al lessico pecoreccio) dalle prorompenti bellezze ora di Edwige Fenech, ora di Gloria Guida, ora di tante altre bellezze più o meno note al panorama cinematografico dell’epoca. Pensare che la commedia sexy sia solo un trionfo becero della fisicità femminile sarebbe un errore, in quanto è stata fucina di caratteristi di primissimo piano, che non hanno tardato a ritagliarsi spazi in televisione, al cinema o, addirittura al teatro. L’opera di Gordiano Lupi aiuta a farsi strada nel mare magnum di un genere che a sua volta è vissuto di sottogeneri che hanno rappresentato la declinazione erotico-farsesca del cinema italiano anni ’70, dal poliziottesco al revival boccaccesco, passando per il militaresco e lo scolastico. A suo modo, uno spaccato di un momento della storia cinematografica d’Italia, forse non il più alto, ma senz’altro tra i più divertenti e spensierati.



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