Storia della filosofia occidentale

Storia della filosofia occidentale
Dalle prime speculazioni intorno alla natura del mondo e al senso della vita messe in atto agli albori della civiltà greca da Talete, Pitagora, Eraclito, Parmenide, Empedocle, Anassagora e Protagora, all’insegnamento e al martirio di Socrate. Dall’elaborazione, da parte di Platone, della teoria delle idee e dell’immoralità, dell’utopia e della cosmogonia, alla prima sistematica definizione, effettuata da Aristotele, di una teoria universale delle idee, i suoi studi su etica e politica, logica e fisica. Quindi le correnti filosofiche dell’età ellenistica: dal Cinismo allo Scetticismo, dall’Epicureismo allo Stoicismo. Fino all’avvento del Cristianesimo e allo sviluppo della propria dottrina teologica, che ebbe in Sant’Agostino e San Tommaso d’Aquino i suoi maggiori studiosi. Dalla nuova affermazione del pensiero umanistico in epoca rinascimentale - dove spiccano le figure di Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro - passando per la Riforma e la Controriforma, si giunge alla filosofia empiristica di Locke, Berkeley e Hume. Per finire con il movimento romantico e i grandi pensatori del diciannovesimo secolo: da Rousseau a Kant, da Hegel a Schopenhauer, da Nietzsche a Marx e Bergson…  
Accompagnandoci in un percorso che scorre attraverso i secoli, il testo di Bertrand Russell (1872 – 1970) abbraccia millenni di storia della filosofia occidentale, dalle origini nell’antica Grecia del VI secolo a.C. fino ai primi anni del Novecento. Protagonisti e comprimari vengono presentati nel loro contesto storico e alla luce delle dinamiche sociali che fecero da sfondo alla formulazione delle loro idee. Lo spazio non ci consente di entrare nel merito dei singoli contributi esposti nel libro, tutti peraltro suggestivi e di grande interesse per il lettore. Soprattutto quelli relativi a Socrate, Platone e Aristotele, il cui pensiero ha costituito la fiammella che ha dato l’innesto al grande meccanismo di formazione della cultura occidentale. Si tratta, nel suo insieme, di un’opera di grande fascino, scritta con piglio tutt’altro che professorale e in modo assai comprensibile anche da parte dei non addetti ai lavori. Testimone della grandezza di uno studioso – insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1950 - che ha saputo leggere la grande avventura del pensiero umano in termini che vanno al di là della ristretta e immediata prospettiva di ogni singolo filosofo.

 

 

 

 
 
 
 
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